martedì - 20 Febbraio 2024
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Scoperto un giro di pedopornografia con base nel Sud ovest milanese, appello della polizia: chi è caduto nella rete contatti il commissariato

Arrestato un 24enne residente in zona: usava due knickname diversi, “Mirko Agridi” e “Rebecca Monti per contattare le sue vittime

 

Agenti della  polizia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno arrestato nei giorni scorsi un italiano 24enne per “detenzione di materiale pornografico procurato e realizzato utilizzando minori di diciotto anni”. L’arresto è stato portato termine da personale del commissariato Rho Pero, gli stessi che hanno eseguito un perquisizione all’interno dell’abitazione dell’uomo.

L’appello della Polizia

L’inchiesta è stata avviata dopo le denunce dei genitori di due ragazze di 13 anni che abitano nei comuni limitrofi: nel corso di alcune chat intrattenute su un social, erano state costrette ad autoprodurre alcuni video mentre si masturbavano. Visto le dimensioni del fenomeno e la quantità di materiale ritrovato, la Polizia sospetta che ci siano altre ragazze e ragazzi della zona che sono cadute nella trappola del pedopornografo. Così ha lanciato un appello a possibili altri giovani che abbiano subito minacce analoghe: possono contattare il commissariato Rho Pero al numero di telefono 02.9390551

I nickname

Nell’ambito dell’indagine, i poliziotti scoperto che l’autore dei ricatti si era presentato alle minori sia come “Mirko Agridi” ragazzo di 14 anni che come ragazza “Rebecca Monti”. I poliziotti, durante le perquisizioni, hanno ritrovato diversi cellulari e altro materiale informatico che è stato messo a disposizione degli agenti della Polizia Scientifica.

L’applicazione pirata

Dalle prime ispezioni effettuate sul   cellulare del 24enne, è emersa un’ingente quantità di files audio, foto e video di natura pedopornografica. Alcuni erano stati realizzati mediante l’utilizzo di un’applicazione capace di registrare lo schermo anche nel corso di conversazioni chat. Le registrazioni salvate sono relative a un arco temporale che va da luglio a novembre 2023 e riguardano giovani coinvolti in atti di autoerotismo. L’uomo, per adescare i ragazzini, usava il nickname femminile mentre per contattare le ragazze usava l’identità maschile. Secondo gli investigatori, il pedopornografo utilizzava anche altri profili sui quali sono in corso ulteriori accertamenti.

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