
La polemica sulle celebrazioni del 2 Giugno a Trezzano non si spegne. Anzi, approda direttamente in Consiglio comunale trasformandosi nell’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Durante la seduta di ieri sera, i gruppi di minoranza hanno tentato di leggere un documento congiunto dedicato alla Festa della Repubblica e alle modalità con cui è stata organizzata la commemorazione cittadina dell’80° anniversario della nascita della Repubblica italiana. Un testo particolarmente duro nei confronti dell’amministrazione comunale, accusata di aver trasformato una ricorrenza istituzionale in una sorta di “cerimonia privata”.
Nel documento, le opposizioni ripercorrono quanto accaduto il 2 giugno, contestando il mancato coinvolgimento della cittadinanza, delle forze politiche e persino di parte della stessa maggioranza. Secondo i firmatari, l’amministrazione avrebbe gestito una delle più importanti ricorrenze civili dell’anno con un livello di comunicazione insufficiente, privando la città di un momento collettivo di partecipazione e condivisione. Particolarmente significativo il passaggio in cui vengono richiamate le dichiarazioni della capogruppo di Fratelli d’Italia Samantha Beccia, che nei giorni scorsi aveva lamentato di non essere stata informata della celebrazione. Una posizione che aveva fatto discutere proprio perché proveniente da un’esponente della maggioranza. Le opposizioni hanno inoltre sottolineato come, secondo quanto emerso nelle ore successive alla cerimonia, anche alcuni componenti della Giunta non fossero stati preventivamente coinvolti. Da qui l’accusa di aver ridotto la Festa della Repubblica a un appuntamento riservato a pochi partecipanti.
Ma il documento non è mai stato letto integralmente in aula. A impedirne la lettura è stato Ivano Padovani, che ha motivato la decisione richiamando il regolamento. Secondo Padovani, infatti, trattandosi della prosecuzione di una seduta già avviata in precedenza, non vi erano le condizioni procedurali per consentire la lettura del comunicato. La replica dell’esponente del centrodestra rilasciata a pocketnews.it è stata tutt’altro che diplomatica. «Quelli che urlano vergogna oggi non hanno mai celebrato il 2 Giugno», ha dichiarato. «L’unica volta che si sono ricordati della ricorrenza era il 2 giugno di dieci anni fa. La documentazione è negli archivi del Comune a disposizione di chiunque voglia prenderne visione».
Parole alle quali si aggiunge un affondo diretto nei confronti del capogruppo del Partito democratico Claudio Albini. «Albini deve darsi una calmata. Ormai è tramontato il suo sogno di elezioni anticipate. Dopo la crisi dello scorso inverno sperava di presentarsi candidato sindaco. Invece la maggioranza ha tenuto e tiene». Padovani accusa inoltre il consigliere dem di alimentare artificialmente le polemiche. «Urla a ogni occasione e sta mischiando le carte a esclusivo uso personale. Gli ho impedito di leggere il suo comunicato perché le regole del Consiglio non lo prevedono. La smetta di gridare al lupo in ogni occasione, perché qui di lupi ce ne sono ben pochi, anzi non ce n’è alcuno».
Albini si difende: “La Presidente del Consiglio e i consiglieri di maggioranza devono imparare a leggere e rispettare i Regolamenti. Anche la Segretaria lo ha confermato ieri sera. I consiglieri sono liberi di chiedere la parola in apertura. Facoltà della Presidente concederla. In democrazia la libertà di parola è sacrosanta. Questa è censura. La paura della critica e delle domande è sintomo di una maggioranza nel panico e incapace di confrontarsi”
Lo scontro politico, insomma, è ormai ben oltre la semplice organizzazione di una cerimonia istituzionale. La Festa della Repubblica è diventata il simbolo di una contrapposizione più ampia che da mesi attraversa la politica trezzanese, tra accuse di scarsa comunicazione istituzionale da una parte e contestazioni ritenute strumentali dall’altra. E mentre maggioranza e opposizione continuano a confrontarsi, resta il dato che aveva fatto nascere la polemica: una celebrazione degli 80 anni della Repubblica alla quale hanno partecipato pochissime persone e che, a distanza di giorni, continua a far discutere molto più della ricorrenza stessa.













