
Ci sono storie di talento e di passione, di impegno civile e solidarietà, di sport, cultura e attenzione verso gli altri. Sono le storie dei cittadini che quest’anno hanno ricevuto il Trezzanino d’Oro, la Benemerenza Civica con cui Trezzano riconosce chi, attraverso il proprio operato, ha contribuito a dare prestigio e valore alla città. Il riconoscimento è destinato ai trezzanesi che si sono distinti nei diversi ambiti della vita cittadina, dall’economia alla società, dalla cultura allo sport. Le candidature vengono valutate da una commissione composta da rappresentanti della Pro Loco, del Comune e delle associazioni locali.
Tra i premiati c’è Giovanni Scandiffio, al quale è stato riconosciuto il percorso nel mondo della danza. Talento, dedizione e passione gli hanno permesso di distinguersi a livello nazionale, conquistando pubblico e giuria con carisma e professionalità e portando così il nome di Trezzano sul Naviglio oltre i confini della città. Un riconoscimento anche a Halyna Ladaniak, protagonista di una storia di determinazione e di superamento degli stereotipi. La sua professionalità nel mondo dell’autotrasporto le è valsa il titolo di “Autista dell’anno”, un risultato che ha contribuito a dare prestigio alla città e che assume un significato particolare per aver saputo affrontare e superare i pregiudizi legati alla presenza femminile in un settore tradizionalmente considerato maschile.
Il Trezzanino d’Oro ha poi voluto valorizzare il lungo impegno umano, educativo e sociale di Carmen Longoni, presenza significativa per generazioni di ragazzi e famiglie. Nel corso degli anni ha saputo accompagnare, accogliere e creare legami, diventando un punto di riferimento capace di contribuire alla crescita della comunità trezzanese. Per il senso civico dimostrato in una situazione di emergenza è stato premiato Nicola Alberta. La sua prontezza nell’intervenire, mettendo in sicurezza l’area e prestando i primi soccorsi ai feriti, ha rappresentato un esempio concreto di responsabilità, umanità e solidarietà.
Lo sport è invece al centro del riconoscimento assegnato a Orazio Marsana, premiato per aver ricostituito il settore ciclismo della Polisportiva Trezzano e per la dedizione con cui continua a contribuire alla vita sportiva e sociale della città. Un impegno che va oltre la pratica sportiva e diventa occasione di aggregazione e partecipazione. Una storia di solidarietà è quella di Giuseppina Candela, capace di trasformare un dolore personale in un progetto rivolto agli altri.

Con la consegna del Trezzanino d’Oro si è così celebrato non soltanto il valore dei singoli premiati, ma anche quello di una comunità che, attraverso le loro storie, dimostra di avere energie, passioni e persone capaci di lasciare un segno. Dal palcoscenico della danza alle strade dell’autotrasporto, dall’impegno educativo allo sport, dalla solidarietà al senso civico: percorsi differenti che hanno un punto d’incontro preciso, Trezzano sul Naviglio. È qui che queste esperienze sono nate e da qui hanno saputo guardare oltre, portando con sé il nome della città.
Il Trezzanino d’Oro diventa così un modo per dire grazie a chi, spesso attraverso un impegno quotidiano e lontano dai riflettori, contribuisce a costruire il volto della città. E il riconoscimento a Riccardo Mascilongo, arrivato al termine della cerimonia, riassume proprio questa idea: un’idea che diventa iniziativa, l’iniziativa che diventa partecipazione e la partecipazione che si trasforma in comunità. Perché il valore di una città non si misura soltanto nei suoi luoghi o nelle sue opere, ma anche nelle persone che scelgono di dedicarle tempo, energie e passione.













