
Il Piano di Governo del Territorio è uno di quei documenti destinati a cambiare Trezzano molto più di quanto possa sembrare a prima vista. Disegna dove si potrà costruire, quali aree potranno cambiare destinazione, come potranno essere recuperati gli insediamenti dismessi e, soprattutto, quale idea di città l’amministrazione intende lasciare a chi verrà dopo. Per questo la serata di martedì 15 settembre, alle 21, non sarà un semplice appuntamento informativo. Sarà il primo incontro pubblico nel quale l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Morandi dovrà spiegare ai cittadini quale Trezzano ha in mente. Il Comune parla di un incontro dedicato al percorso del nuovo PGT e del nuovo PGTU, aperto all’informazione, al confronto e alla partecipazione. Sul palco, insieme al sindaco, ci saranno il presidente della Commissione Territorio Giuseppe Russomanno, il responsabile dell’Ufficio Tecnico Jvan Tosi e Alessandro Ali, responsabile del PIM. Le aspettative, però, sono alte. E anche le domande.
Un piano che riparte dal 2023
La prima questione riguarda il punto da cui si riparte. Il Comune, nei documenti pubblicati quest’estate, parla esplicitamente della Variante n. 2-bis al PGT e della revisione degli elaborati progettuali della variante adottata. E ricorda che sono consultabili sia il piano approvato nel 2017 sia quello adottato nel 2023, quest’ultimo indicato come situazione di salvaguardia. Dunque il lavoro del passato non è semplicemente archiviato. Ed è proprio qui che torna alla memoria quanto accadde nel settembre 2023, quando la precedente amministrazione presentò alla cittadinanza una nuova variante urbanistica costruita attorno al concetto di “rigenerazione urbana”. Allora la parola d’ordine era trasformare il vecchio tessuto produttivo trezzanese, cercando di renderlo più moderno e sostenibile. La variante nasceva da un percorso iniziato nel 2019 e che aveva coinvolto, tra gli altri, Politecnico di Milano, Assolombarda e Gruppo CAP. L’obiettivo dichiarato era intervenire soprattutto sulle aree produttive, prevedendo in alcuni casi anche cambi di destinazione d’uso. Un progetto ambizioso, che però non arrivò alla conclusione politica prevista.
La vetreria, Scapa e le altre aree in attesa
Uno dei nodi più importanti era, ed è, quello della grande area della ex Vetropack tra via San Cristoforo e via Copernico. Nel 2023 l’allora sindaco Fabio Bottero spiegava che l’intenzione era quella di mantenere la vocazione produttiva dell’area, ma attraverso una trasformazione radicale: nuove attività industriali, zone verdi di mitigazione e servizi di vicinato. All’epoca non erano previsti insediamenti commerciali o residenziali. La domanda oggi è semplice: quell’impostazione è ancora valida oppure il nuovo PGT cambierà indirizzo? E la stessa domanda vale per l’ex Scapa, per l’area Happening e per gli altri grandi comparti che attendono da anni una destinazione capace di conciliare interessi privati e interesse pubblico. Nel 2023 l’ex Scapa era indicata come area a destinazione commerciale secondo il vecchio PGT, ma la mancanza di una soluzione al problema della viabilità rendeva difficile immaginarne una rapida rigenerazione. È proprio questo uno dei punti che oggi non può essere eluso.
Il grande assente: la viabilità
Perché qualsiasi ragionamento sulle nuove costruzioni, sulla rigenerazione delle aree dismesse e sui cambi di destinazione d’uso rischia di rimanere monco se non viene affrontato contemporaneamente il problema del traffico. Era questa una delle principali critiche mosse nel 2023 alla variante. L’allora opposizione sosteneva che aumentare il carico insediativo senza intervenire sulla rete stradale avrebbe finito per aggravare una situazione già difficile. Una critica che non riguardava soltanto l’urbanistica in senso stretto, ma la qualità della vita: più abitanti, più attività, più mezzi pesanti e più spostamenti significano necessariamente una maggiore pressione su una viabilità che già oggi rappresenta uno dei problemi più sentiti dai cittadini. Per questo il fatto che il nuovo PGT venga presentato insieme al PGTU potrebbe essere un elemento decisivo. Non basta dire dove si può costruire. Bisogna spiegare come ci si arriverà. E soprattutto con quali infrastrutture.
Marchesina e la questione Terna
Nel frattempo è comparso un altro elemento destinato a pesare sulla discussione sul futuro del territorio: il progetto della stazione elettrica a Trezzano. La vicenda è arrivata anche sui tavoli istituzionali regionali. Il Comune ha comunicato che il 25 giugno si è svolto in Regione Lombardia un incontro promosso dall’amministrazione per affrontare il progetto e le sue possibili ricadute sul territorio. La questione interessa in modo particolare il quartiere Marchesina e rende ancora più evidente quanto sia difficile separare le scelte urbanistiche da quelle infrastrutturali e ambientali. Una nuova infrastruttura elettrica, la trasformazione di grandi aree produttive, il possibile recupero di edifici e comparti dismessi, eventuali nuovi insediamenti residenziali: sono tutti tasselli dello stesso puzzle. Ed è proprio questo il punto sul quale i cittadini avrebbero bisogno di chiarezza.
Dalle “idee e suggestioni” alle decisioni
Nel 2023 il percorso era stato raccontato come un lavoro di ascolto e confronto con associazioni di categoria e imprese. Dagli incontri erano emerse, per usare le parole di allora, “idee e suggestioni”. Oggi l’amministrazione parla nuovamente di partecipazione. È un passaggio positivo, ma la partecipazione ha senso soprattutto se ai cittadini vengono messi davanti documenti, numeri e alternative concrete. Quali saranno le aree interessate? Quanti nuovi abitanti potrà accogliere Trezzano? Quale sarà il carico urbanistico complessivo? Quanta superficie sarà destinata alla residenza e quanta alle attività produttive? Che cosa accadrà alle grandi aree dismesse? Quali opere viabilistiche accompagneranno le trasformazioni? E, soprattutto, quale sarà il rapporto tra gli eventuali vantaggi economici delle trasformazioni immobiliari e i benefici effettivamente destinati alla collettività? Sono domande che non possono essere rimandate alla fase finale dell’iter.
Il precedente politico pesa ancora
C’è poi una questione squisitamente politica. Il PGT presentato dalla seconda giunta Bottero arrivò dopo anni di lavoro, ma non completò il proprio percorso. Le tensioni interne alla maggioranza di centrosinistra contribuirono a lasciare il piano in una situazione incompiuta. Oggi la maggioranza è cambiata e il centrodestra si trova davanti alla possibilità di riscrivere, correggere o semplicemente portare avanti una parte di quel lavoro. Sarà interessante capire quanto del vecchio impianto verrà mantenuto e quanto invece sarà cancellato. Perché dietro una variante urbanistica non ci sono soltanto linee colorate sulle mappe. Ci sono interessi economici, proprietà immobiliari, possibilità edificatorie, servizi pubblici, traffico, ambiente e valore degli immobili. E ci sono soprattutto le conseguenze che ricadono sui cittadini per decenni.
Martedì il primo vero banco di prova
Il Comune ha recentemente riaperto i termini per raccogliere suggerimenti e proposte sulla Variante 2-bis e, con un successivo provvedimento, ha prorogato la scadenza al 30 settembre. Tra gli ambiti sui quali i cittadini possono intervenire sono indicati anche mobilità, infrastrutture, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e qualità urbana. Il calendario, quindi, rende la serata del 15 settembre particolarmente importante: il confronto pubblico arriva proprio alla vigilia della nuova scadenza per i contributi. Sarà l’occasione per capire se la promessa di partecipazione sarà accompagnata da informazioni sufficientemente precise. Perché dopo anni di discussioni, una cosa appare ormai evidente: Trezzano non ha bisogno soltanto di un nuovo PGT. Ha bisogno di sapere quale città si vuole costruire e, soprattutto, quale città si vuole evitare di costruire. Il vero banco di prova, martedì sera, sarà quindi capire se ai cittadini verrà presentato un progetto già sostanzialmente definito o se esisterà davvero lo spazio per incidere sulle scelte. Le parole “rigenerazione”, “sostenibilità” e “partecipazione” sono importanti. Ma alla fine saranno le mappe, le destinazioni urbanistiche, i metri quadrati, le strade e le opere pubbliche a dire quale sarà davvero la Trezzano di domani.













