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Nido Fogazzaro, passa la linea della giunta: a Trezzano lacrime in aula e bufera social sull’esternalizzazione

Approvata la delibera che affida il servizio a una cooperativa esterna. Educatrici in lacrime, genitori furiosi e opposizione all’attacco: “Qui si parla di persone, non solo di conti”

ingelese-all-asilo-1024x538Alla fine la delibera è passata. Ma il prezzo politico e umano della scelta rischia di restare a lungo nel dibattito cittadino. Il consiglio comunale di ieri sera ha infatti approvato l’esternalizzazione dei servizi dell’asilo nido Fogazzaro, sancendo il passaggio della gestione a una cooperativa esterna e aprendo uno dei fronti più caldi degli ultimi mesi a Trezzano sul Naviglio. Una seduta tesa, a tratti amarissima, con educatrici uscite dall’aula in lacrime e genitori increduli davanti a una decisione che, sostengono, “era già stata presa” nonostante incontri e confronti pubblici.

Per le otto educatrici comunali le strade possibili ora sono tre: restare dipendenti del Comune ma essere assegnate ad altre mansioni, chiedere la mobilità verso altri enti oppure farsi assumere dalla cooperativa che subentrerà nella gestione del nido. Da una parte la maggioranza ha difeso la scelta parlando di sostenibilità economica, costi e riorganizzazione del servizio. Dall’altra opposizione, famiglie e lavoratrici hanno continuato a riportare il dibattito su un piano completamente diverso: quello umano. Ed è probabilmente proprio qui che si è consumata la frattura più evidente della serata. Un dialogo tra mondi che sembravano parlare lingue incompatibili: da una parte numeri e bilanci, dall’altra relazioni educative, continuità affettiva e professionalità costruite in anni di lavoro dentro il nido.

Sui social, intanto, la vicenda è esplosa. E i commenti sono quasi tutti contro la decisione dell’amministrazione. Durissimo Leonardo Bertino, che parla di “un’altra brutta pagina scritta nel libro degli orrori di questa amministrazione”, accusando la giunta di “aver dichiarato guerra al sociale” e di distruggere tutto ciò che riguarda comunità, prevenzione e relazioni. Molto condiviso anche il lungo intervento di Giorgia Distefano, madre coinvolta nella protesta, che ha descritto il consiglio comunale come lo scontro tra “una giunta che parla di praticità, numeri e appalti e cittadini che parlano di umanità”. Un racconto emotivo, il suo, incentrato sulle “impronte” lasciate dalle decisioni politiche sulla vita di bambini, famiglie ed educatrici. “Non è nulla di trascendentale”, sarebbe stato detto durante il dibattito riferendosi al cambio delle insegnanti. Una frase che ha ulteriormente incendiato gli animi dei presenti, soprattutto tra i genitori preoccupati per la continuità educativa dei propri figli.

Sulla stessa linea anche Riccardo Mondello, che ha affidato ai social una riflessione politica più ampia: “I servizi sociali non sono un capitolo di bilancio da ottimizzare. Sono una scelta politica e una visione di comunità”. La sensazione, alla fine della serata, è che la delibera abbia chiuso l’iter amministrativo ma aperto una ferita politica destinata a lasciare strascichi. Perché al di là delle formule tecniche, degli appalti e dei risparmi annunciati, a Trezzano la discussione sul nido Fogazzaro è ormai diventata qualcosa di più profondo: uno scontro tra due idee opposte di città e di servizio pubblico.

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