
Nuove regole per i data center in Lombardia, con requisiti più stringenti sul consumo di acqua, sull’approvvigionamento energetico e sulla compatibilità degli insediamenti con il territorio. La Giunta regionale ha approvato oggi il progetto di legge «Seconda legge di revisione normativa ordinamentale 2026», che modifica la disciplina regionale dedicata ai centri dati. Le disposizioni riguardano sia i nuovi impianti sia gli ampliamenti di quelli esistenti e intervengono su alcuni dei principali nodi legati alla crescita delle infrastrutture digitali: fabbisogno energetico, disponibilità delle risorse idriche, connessioni alla rete elettrica e consumo di suolo.
Raffreddamento, priorità al risparmio idrico
Per i nuovi data center e per gli ampliamenti, il progetto prevede l’impiego di sistemi di raffreddamento capaci di ridurre sensibilmente il consumo di acqua, privilegiando le soluzioni a maggiore efficienza idrica. La misura punta a contenere l’impatto di infrastrutture che, in funzione delle tecnologie adottate e delle dimensioni degli impianti, possono richiedere risorse significative per mantenere sotto controllo le temperature dei sistemi informatici.
Energia rinnovabile e connessioni alla rete
Sul fronte energetico, la proposta stabilisce che l’elettricità non coperta da produzione rinnovabile autoconsumata debba essere acquistata attraverso accordi di approvvigionamento da fonti rinnovabili. Un altro passaggio riguarda la disponibilità della rete elettrica. Per avviare l’iter autorizzativo dei nuovi centri dati sarà necessaria una certificazione di fattibilità della connessione rilasciata da Terna o dal gestore della rete di distribuzione competente. L’obiettivo dichiarato è evitare che richieste di connessione non legate a progetti effettivamente realizzabili incidano sulla pianificazione delle infrastrutture elettriche e sulla valutazione dei fabbisogni energetici. La misura introduce quindi un requisito preliminare per verificare la concreta possibilità di alimentare i nuovi insediamenti.
Consumo di suolo e poteri dei Comuni
Le modifiche intervengono anche sulle procedure urbanistiche per i data center collocati fuori dalle aree considerate prioritarie e che comportano consumo di suolo agricolo. Se il progetto non è conforme al Piano di governo del territorio (Pgt), sarà necessaria una variante urbanistica. Quando invece il Pgt consente già l’intervento, dovrà essere predisposto un piano attuativo, da sottoporre a Valutazione ambientale strategica (Vas) se gli effetti del progetto non sono già stati valutati. La disciplina punta così a favorire il riutilizzo di aree dismesse e di quelle già destinate ad attività produttive, rafforzando al contempo il ruolo dei Comuni nella valutazione degli insediamenti e delle loro conseguenze sul territorio.
Quando entreranno in vigore le nuove disposizioni
Le modifiche si applicheranno alle domande presentate dopo l’entrata in vigore della nuova legge. I procedimenti già avviati continueranno invece a essere disciplinati dalle norme precedenti. Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale sotto forma di progetto di legge: l’approvazione da parte dell’esecutivo avvia quindi il percorso legislativo, ma non coincide con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Le modifiche si inseriscono nel quadro della crescente domanda di infrastrutture per i servizi digitali e del confronto sul loro impatto in Lombardia, una regione che deve conciliare l’attrattività per gli investimenti con la disponibilità di energia e acqua e con la tutela del territorio. I punti da tenere d’occhio sono: cosa si intenda per «aree prioritarie» e quali criteri definiscano la riduzione sostanziale dei consumi idrici. Sono due aspetti che potrebbero incidere concretamente sulle possibilità di realizzare nuovi impianti. La palla adesso passa ai comitati.














