HomeAttualità"Stupefatto", uno spettacolo per parlare ai ragazzi di droga e dipendenze

“Stupefatto”, uno spettacolo per parlare ai ragazzi di droga e dipendenze

Nella cintura di prima periferia, con particolare riferimento a realtà come Rozzano, si segnala una presenza significativa di ragazzi tra i 13 e i 15 anni che entrano precocemente in contatto con sostanze legali e illegali

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Nella foto Fabrizio De Giovanni pèrotagonista di “Stupefatto… Avevo 14 anni, la droga molti più di me”

 

 

Parlare di droga ai ragazzi senza moralismi, partendo da una storia vera e usando il linguaggio diretto del teatro. È l’obiettivo di “Stupefatto… Avevo 14 anni, la droga molti più di me”, lo spettacolo di teatro civile della compagnia Itineraria Teatro in programma venerdì 23 ottobre a Basiglio, con un doppio appuntamento dedicato agli studenti e agli adulti. La rappresentazione andrà in scena al mattino per le classi terze della scuola secondaria di primo grado, mentre alle 21 sarà proposta al pubblico nella sala consiliare di piazza Leonardo da Vinci 1. L’ingresso è libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti. L’iniziativa affronta un tema di grande attualità. Secondo i dati richiamati nell’ultima relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze, quasi 350 mila minori in Italia hanno fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno. Un fenomeno accompagnato dalla diffusione del policonsumo e da comportamenti che possono mettere a rischio la salute.

Interpretato da Fabrizio De Giovanni, con la regia di Maria Chiara Di Marco e le musiche di Eric Buffat, lo spettacolo racconta la vicenda autobiografica di Enrico Comi. Attraverso il percorso del protagonista, la narrazione affronta alcune delle convinzioni più diffuse tra i giovanissimi: l’idea di poter interrompere il consumo in qualsiasi momento, la sottovalutazione dei rischi legati alla cannabis e il mito che provare una sostanza una sola volta, per curiosità, non possa avere conseguenze. Il racconto punta così a stimolare una riflessione concreta sulle dipendenze, sulle pressioni del gruppo e sulle scelte individuali, offrendo anche ai genitori uno spunto per affrontare l’argomento con i figli.Lo spettacolo ha ricevuto la Targa di riconoscimento del Presidente della Repubblica per l’alto valore civile e sociale e il Premio nazionale Enriquez.

Dipendenze giovanili, i segnali dal territorio

Il tema della prevenzione riguarda da vicino anche il territorio dell’area metropolitana milanese. Le rilevazioni attribuite all’ASST Melegnano e della Martesana e ai servizi territoriali per le dipendenze evidenziano alcune criticità, a partire dall’abbassamento dell’età del primo contatto con le sostanze. Tendenza all’esordio precoce: nella cintura di prima periferia, con particolare riferimento a realtà come Rozzano, si segnala una presenza significativa di ragazzi tra i 13 e i 15 anni che entrano in contatto con sostanze legali e illegali. Un altro elemento riguarda il policonsumo: secondo i dati riportati, oltre l’80% dei giovani under 24 intercettati dai SerD o dai Servizi multidisciplinari integrati (SMI) dell’area presenta un quadro caratterizzato dall’assunzione di più sostanze. A queste problematiche si aggiunge la vulnerabilità sociale. Dispersione scolastica e condizione di NEET, ovvero giovani che non studiano e non lavorano, possono intrecciarsi con situazioni di marginalità e con l’esposizione ai circuiti informali del consumo e dello spaccio. Un quadro che rafforza l’importanza di interventi di prevenzione capaci di coinvolgere precocemente ragazzi, famiglie e scuola.

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