HomeNewsAssagoMulte e sanzioni, il bancomat milionario dei Comuni del Sud Ovest milanese

Multe e sanzioni, il bancomat milionario dei Comuni del Sud Ovest milanese

Da Corsico a Trezzano, incassano cifre sempre più pesanti. Rozzano supera i 4 milioni di euro, Buccinasco sfiora quota 3,8 milioni nelle previsioni 2026. In alcuni casi le multe valgono oltre il 40% delle entrate extratributarie

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Le multe? Non sono più soltanto uno strumento per far rispettare le regole. Sempre più spesso rappresentano una voce fondamentale per tenere in equilibrio i conti pubblici dei Comuni. Lo dimostrano i numeri contenuti nei bilanci di previsione e nei rendiconti approvati dalle amministrazioni del Sud Ovest milanese, da Assago a Trezzano, da Cesano Boscone a Rozzano, da Corsico a Buccinasco, compreso il minuscolo Cusago. Ovunque il capitolo “sanzioni e multe” pesa ormai come una vera leva finanziaria. Il fenomeno è nazionale. Nel 2025 i Comuni italiani hanno incassato complessivamente 1,77 miliardi di euro dalle sole sanzioni per violazioni del Codice della strada, con un incremento di 12 milioni rispetto al 2024 e una crescita del 23% negli ultimi tre anni. Una cifra enorme, diventata sempre più importante soprattutto dopo la riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali prevista dalla legge di bilancio 2025-2028.

Nei Comuni del Sud Ovest milanese la musica non cambia. Le cifre raccontano una realtà molto chiara: le multe, di qualunque natura esse siano, sono ormai una componente strutturale delle entrate comunali. A guidare la classifica degli accertamenti 2025 è Rozzano, con 4,160 milioni di euro di sanzioni accertate. Seguono Buccinasco con 3,636 milioni e Cesano Boscone con 2,240 milioni di euro e Corsico, con un assestato 2025 da 2,695 milioni, seguono i capitoli milionari di Trezzano (poco sotto i tremilioni), poi Assago con 698 mila euro e Cusago, che nell’ultimo rendiconto disponibile del 2024 registra la “miseria” di 369.741 euro.

Qui stiamo parlando non solo di multe legate al codice della strada, ma in generale per tutte le sanzioni amministrative e stradali in cui possono incorrere i cittadini distratti: dalla mancata raccolta delle deiezioni dei cani portati a passeggio agli eccessi di velocità, e poi ancora dalle multe per divieto di sosta, dell’occupazione del posto disabili alle altre infrazioni. Nei bilanci dei comuni di Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Buccinasco, Assago, Rozzano e Cusago, il capitolo delle multe e sanzioni è già una voce pesante. Ancor più pesante è quello che i Comuni prevedono di incassare nel 2026. Si tratta di dati che dovrebbero spingere i residenti alla prudenza in strada e ad una maggiore attenzione alle regole.Ecco quindi che offriamo un’analisi derivata dai documenti raccolti.

Le previsioni per il 2026 confermano il peso crescente del fenomeno. Buccinasco prevede addirittura 3,802 milioni di euro di entrate da multe e sanzioni, Trezzano sul Naviglio 3,16 milioni, Corsico 2,695 milioni e Cesano Boscone 2,575 milioni. Assago stima 644 mila euro, Cusago 322 mila, mentre per Rozzano il dato previsionale 2026 non emerge chiaramente dai documenti consultabili. Numeri che da soli non bastano a stabilire quali siano i Comuni con cittadini “più indisciplinati”. A incidere sono molti fattori: popolazione, traffico, presenza di autovelox, attraversamenti di strade provinciali o statali, densità urbana e rete viaria per quanto riguarda le violazioni al codice della strada.  Di certo cìè che i comuni attraversati da una strada statale o provinciale con un autovelox fisso possono ottenere un gettito significativo senza sforzo. Per le altre sanzioni molto dipende dal tessuto socio economico.

Ma ciò che colpisce davvero è il peso che queste entrate hanno sui bilanci comunali. A Rozzano le sanzioni valgono circa 100 euro per abitante e rappresentano il 37,3% di tutte le entrate extratributarie del Comune. A Cesano Boscone il dato si ferma poco sotto, con circa 96 euro pro capite e un’incidenza vicina al 35% del Titolo 3 del bilancio. Corsico registra circa 77,7 euro per residente, con un peso del 24,8% sulle entrate extratributarie nel 2025 e una previsione che sale al 27,1% nel 2026. A Cusago, nonostante cifre assolute più contenute, le multe valgono comunque circa il 31% delle entrate extratributarie comunali. Assago è il comune dove l’incidenza appare più limitata: circa 75 euro per abitante e un peso del 13,7%. Tradotto: ci sono comuni in cui il capitolo multe resta una voce importante ma laterale, e altri in cui comincia a pesare davvero sugli equilibri del bilancio. Da questi numeri non esce una classifica morale dei cittadini, ma una geografia molto concreta dei conti: dove il gettito da sanzioni sale, sale anche il suo peso politico e finanziario dentro il bilancio comunale.

Ancora più delicato è il tema delle somme accertate ma non ancora riscosse. A Rozzano i residui attivi superano i 9,37 milioni di euro. A Cesano Boscone raggiungono 3,76 milioni, mentre Buccinasco supera il milione di euro. Cusago, invece, mostra un approccio particolarmente prudente: il Comune ha accantonato nel Fondo crediti di dubbia esigibilità 220.480 euro su una previsione di 322 mila euro, pari al 68,47% della voce. Tradotto: il comune considera altamente probabile che una parte consistente delle multe non venga mai riscossa.

In alcuni comuni il peso delle sanzioni sulle entrate correnti è ormai enorme. A Buccinasco valgono circa il 41% delle entrate extratributarie nel rendiconto 2025 e quasi il 39% nella previsione 2026. A Trezzano sul Naviglio l’incidenza prevista supera il 35,5%. Per legge almeno la metà dei proventi delle multe stradali dovrebbe essere reinvestita in sicurezza stradale, manutenzione, segnaletica e controlli. Ma la restante parte può essere utilizzata più liberamente dagli enti locali per sostenere il bilancio corrente e contribuire agli equilibri finanziari dell’amministrazione.

Ed è proprio questo il punto politico più delicato. Perché se da un lato le sanzioni servono a garantire rispetto delle regole e sicurezza, dall’altro i numeri mostrano come siano diventate, nei fatti, uno dei principali strumenti con cui molti comuni riescono a sostenere i propri conti. Un vero e proprio “bancomat” pubblico che pesa sempre di più nelle casse comunali. E nelle tasche dei residenti.

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