mercoledì - 18 Maggio 2022
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Maxi blitz antidroga: ecco tutti i particolari dell’inchiesta della Dda

Durante le indagini sono stati sequestrati 36 kg di cocaina, 87 kg di hashish, 9 kg di marijuana, 32 kg di ketamina e 244mila euro circa in contanti. Al vertice c’era un italiano, pregiudicato di quarantun anni

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L’inchiesta, avviata dai poliziotti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Milano, era iniziata nel settembre 2019

Emergono nuovi particolari sul maxi blitz condotto questa mattina all’alba da circa 200 agenti della polizia contro una banda internazionale di trafficanti di droga, che ha portato all’arresto di 31 persone (21 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 7 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), prevalentemente di nazionalità italiana (guarda il video).

Tra gli indagati c’è anche l’imprenditore Alberto Genovese, già a processo per violenze sessuali con uso di droghe su due modelle e arrestato nel 2020. Avrebbe acquistato nel novembre 2019 da 2 altri indagati 100 grammi “di sostanza stupefacente del tipo Ketamina o cocaina” da “ritenersi destinata alla successiva vendita o cessione”. Droga che gli sarebbe stata assegnata in piazza Beltrade dove c’era la sua ‘Terrazza Sentimento’, sede di festini a base di stupefacenti.

L’indagine è stata condotta con l’ausilio di Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, e il coordinamento di Europol, agenzia nata per contrastare il crimine nel territorio degli Stati membri dell’Unione europea. L’operazione infatti è avvenuta in contemporanea in Italia, Olanda, Lituania e Spagna con l’acquisizione di numerose chat criptate rilevate dall’autorità giudiziaria francese, titolare dei dati informatici.

L’inchiesta, avviata dai poliziotti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Milano, era iniziata nel settembre 2019 con l’individuazione di due ristoratori milanesi sospettati di essere a capo di una cellula locale di trafficanti. Seguendo loro, gli investigatori hanno individuato un’organizzazione criminale dotata di un importante apparato logistico composto da più box, dislocati tra Milano e provincia, 8 autovetture con doppifondi azionabili elettronicamente oltre a dispositivi  anti-spionaggio e telefoni criptati.

Il modus operandi del gruppo prevedeva che gli appartenenti non avessero incontri diretti e provvedessero a bonificare quotidianamente auto e spazi utilizzati, oltre ad adoperare esclusivamente telefoni criptati che utilizzavano per dialogare con nickname ispirati a personaggi di fantasia come “Obi-wan kenobi” , “Nonna Maria”, “Milly”, “Pinocchio” o storici come “Nestor”, rivoluzionario anarchico ucraino.

Durante le indagini si è scoperto che i vertici dell’organizzazione criminale avevano solidi rapporti con trafficanti sudamericani, attraverso referenti italiani trasferitisi in Sud America, uno dei quali, “narcotrafficante di elevato spessore” così è stato definito dagli inquirenti, morto in Colombia a seguito di un “investimento stradale”. Legami di rilievo sono emersi anche con malviventi di origine lituana, già coinvolti in un’altra attività investigativa, e risultati in contatto con “Milly”, uno dei due promotori dell’organizzazione milanese.

Il gruppo smantellato era in grado di rifornire numerosi trafficanti lombardi, laziali, pugliesi e abruzzesi di decine e decine di chili di stupefacenti tra cocaina, ketamina e hashish, finiti sul mercato milanese, compreso tra i pusher che spacciavano nella movida cittadina e nei party privati.

Al vertice c’era un italiano, Andrea Deiana (al momento latitante), pregiudicato di quarantun anni, broker di stupefacenti, titolare di una nota galleria d’arte ad Amsterdam. L’uomo, che nelle chat criptate utilizzava il nickname “Banksy”, celebre artista street art, aveva rapporti con vari narcotrafficanti legati ad associazioni di tipo mafioso, di elevata caratura criminale tra i quali Raffaele Imperiale (al quale aveva garantito la copertura durante la sua latitanza) e Vincenzo Amato. Secondod gli inquirenti era un “importantissimo broker di stupefacenti internazionale, in grado di organizzare forniture per centinaia di chili”.

Proprio con Amato, il broker avrebbe organizzato l’importazione di 617 chili di hashish dalla Spagna verso l’Italia ad agosto 2020, lo stesso mese in cui è stato arrestato un sodale con circa 70 kg di hashish e 30 kg di ketamina in polvere, risultato, quest’ultimo, il più grande carico sequestrato in Italia. In Lombardia, un ruolo attivo è stato svolto da due appartenenti al gruppo degli Hells Angels, motociclisti che svolgevano funzione di staffetta al carico di droga.

Secondo gli investigatori, Banksy, contando sull’appoggio di una vasta rete che operava sulle rotte di Europa, Sud America e Turchia, sarebbe stato in grado di movimentare in Italia ingenti quantitativi di cocaina, ketamina e hashish attraverso autotrasportatori e ditte conniventi, utilizzando autovetture estere e corrieri sempre diversi tra loro. Durante le indagini sono stati sequestrati 36 kg di cocaina, 87 kg di hashish, 9 kg di marijuana, 32 kg di ketamina e 244mila euro circa in contanti.

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