
Torna al centro dell’attenzione, se mai se ne sia mai andata, la situazione del Centro di formazione professionale Ikaros di Buccinasco, già al centro di forti preoccupazioni per il futuro di studenti e didattica, preoccupazioni puntualmente segnalate da pocketnews.it nei mesi scorsi. Ora, di fronte a un quadro sempre più incerto sul futuro della struttura, arriva la richiesta formale di un’audizione in Commissione regionale per fare chiarezza per garantire tutele a studenti e lavoratori.
A sollecitare un intervento urgente sono i consiglieri regionali Simone Negri (Pd) e Michela Palestra (Patto civico), che chiedono la convocazione della Quarta Commissione (“Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione”) con la partecipazione della Regione e dei sindaci del Sud Ovest milanese. Al centro della vicenda c’è la sede di Fondazione Ikaros a Buccinasco, che ospita circa 180 studenti tra i 14 e i 19 anni. Si tratta, in molti casi, di ragazzi a rischio dispersione scolastica, inseriti in percorsi professionalizzanti nei settori dell’informatica e dell’artigianato orafo.
La Fondazione è coinvolta in un’inchiesta per presunta malversazione di fondi pubblici, mentre sul piano locale emergono criticità legate alla qualità degli spazi e alla disponibilità dei materiali didattici. A queste si aggiungono le segnalazioni di alcuni docenti che lamentano ritardi nel pagamento degli stipendi. Un insieme di elementi che alimenta l’incertezza sulla prosecuzione delle attività già dal prossimo anno formativo.
«La necessità – spiegano Negri e Palestra – è quella di individuare soluzioni concrete per garantire la continuità didattica e un’offerta formativa adeguata in un territorio che già soffre di carenze». I consiglieri precisano che l’eventuale vicenda giudiziaria non rientra nelle competenze della Commissione, ma sottolineano l’urgenza di affrontare le ricadute sul piano educativo e occupazionale.
La posta in gioco è alta: non solo il destino occupazionale del personale, ma soprattutto la continuità del percorso formativo di decine di ragazzi. In un’area dove le opportunità educative alternative non sono numerose, l’eventuale chiusura della sede di Buccinasco rischierebbe di lasciare scoperto un presidio importante contro la dispersione scolastica.














