
Da Buccinasco ai riflettori della Nazionale maggiore, con un possibile debutto che profuma già di storia personale e orgoglio per tutto il territorio. Marco Palestra, 21 anni compiuti lo scorso 3 marzo, è il volto nuovo degli Azzurri che in questi giorni si stanno preparando a Coverciano per la semifinale play-off contro l’Irlanda del Nord, decisiva per conquistare un posto ai prossimi Mondiali. La chiamata del commissario tecnico Gennaro Gattuso è arrivata al termine di un percorso in costante crescita, culminato nelle ottime prestazioni con il Cagliari. Per il giovane esterno destro si tratta della prima convocazione con la Nazionale maggiore: «Non me lo aspettavo – ha raccontato a Vivo Azzurro Tv – anche perché la Nazionale è un sogno per tutti. Però ci credevo, e sono felicissimo di essere qui».
La sua è una storia che parte da vicino. Nato a Buccinasco, Palestra ha mosso i primi passi nel calcio nelle giovanili dell’Assago, crescendo a pochi chilometri da casa. Un percorso fatto di impegno e pazienza, senza scorciatoie. «In Under 15 ero addirittura il più lento – ricorda – perché ero indietro fisicamente rispetto agli altri. Ma gli allenatori non mi hanno mai fatto sentire in difetto e la mia famiglia mi è sempre stata accanto». Da Assago il passaggio all’Accademia Inter e poi all’Atalanta, dove ha completato la sua formazione calcistica. A Bergamo è cresciuto nel settore giovanile fino all’esordio con l’Under 23 in Serie C e alle prime esperienze tra Serie A ed Europa, accumulando già 15 presenze tra campionato e coppe nella scorsa stagione. Un percorso lineare, costruito passo dopo passo, che aveva attirato anche l’interesse di grandi club come Juventus e Inter.
L’approdo al Cagliari, negli ultimi giorni del mercato estivo, ha rappresentato la svolta. In Sardegna Palestra ha trovato continuità e fiducia, diventando in breve tempo una freccia sulla fascia destra: corsa, tecnica e personalità lo hanno reso uno degli elementi più interessanti del campionato. Ora l’azzurro. «Il gruppo mi ha accolto benissimo e il Ct mi ha messo a mio agio – spiega –. Sento l’importanza della partita, è una delle più decisive degli ultimi anni. Ci stiamo allenando bene, siamo concentrati ma anche liberi mentalmente: l’aspetto psicologico può fare la differenza».
Per Buccinasco e Assago, la possibile presenza in campo di Palestra rappresenta molto più di un debutto: è il simbolo di un percorso virtuoso che parte dal calcio di base e arriva ai massimi livelli. In un momento in cui i giovani italiani faticano a emergere, la sua storia dimostra che talento, lavoro e pazienza possono ancora aprire le porte più grandi. E domani sera, a Bergamo, quel sogno iniziato su un campo di provincia potrebbe trasformarsi in realtà.














