
Ancora una truffa ai danni di anziani, una delle forme di criminalità più odiose perché colpisce persone fragili facendo leva sulla paura. Questa volta, però, il raggiro si è concluso con un arresto e con la restituzione della refurtiva alle vittime. La Polizia di Stato, insieme alla Polizia Locale, ha arrestato un italiano di 22 anni, già gravato da numerosi precedenti, accusato di aver raggirato un’anziana di 84 anni e la figlia 51enne con la tecnica del “finto carabiniere”.
L’intervento è scattato ieri pomeriggio, intorno alle 16, durante un servizio straordinario di controllo del territorio. Gli agenti del commissariato Bonola hanno notato il giovane aggirarsi con atteggiamento sospetto nei pressi di un parcheggio. Fermato per un controllo, il 22enne ha inizialmente fornito false generalità – circostanza per la quale è stato denunciato – per poi dichiarare le proprie, risultando sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di San Lorenzello, in provincia di Benevento.
Addosso aveva numerosi monili in oro, per un peso complessivo di circa 350 grammi e un valore stimato attorno ai 31mila euro. Gioielli che, come accertato poco dopo, erano stati sottratti appena prima alle due donne. Secondo la ricostruzione, madre e figlia erano state contattate telefonicamente da persone che si erano spacciate per appartenenti all’Arma dei Carabinieri e all’Autorità giudiziaria. Con la scusa di un presunto coinvolgimento in una rapina e della necessità di effettuare accertamenti urgenti, le avevano convinte a consegnare oro e preziosi a un “incaricato”. A presentarsi alla porta era stato proprio il 22enne, qualificatosi come assistente degli investigatori.
Gli agenti hanno quindi raggiunto le due donne, visibilmente scosse per quanto accaduto, informandole della truffa e restituendo loro l’intero bottino. Un episodio, l’ennesimo, che riaccende l’allarme sulle truffe agli anziani, spesso messe a segno da gruppi organizzati che utilizzano sempre lo stesso copione: telefonate allarmanti, falsi appartenenti alle forze dell’ordine, richieste urgenti di denaro o preziosi. Un raggiro che fa leva sulla buona fede e sul timore di conseguenze giudiziarie per sé o per i propri familiari. In questo caso, l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato che il colpo andasse a segno definitivamente.













