giovedì, Marzo 12, 2026
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Zibido, no a un nuovo data center su terreni agricoli: l’amministrazione si schiera in difesa del territorio

Annunciato l’apertura di un confronto politico e istituzionale per approfondire tutti gli aspetti del progetto

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“No al consumo di suolo agricolo”. E’ il grido di guerra lanciato dal sindaco di Zibido, Belloli. Si riferisce a un nuovo data center su terreni situati in frazione Badile. Un grido di guerra che ieri ha riacceso il dibattito a Zibido San Giacomo. In discussione ancora una volta, la proposta avanzata da una società internazionale e ha annunciato l’apertura di un confronto politico e istituzionale per approfondire tutti gli aspetti del progetto.

Il tema è stato affrontato prima all’interno della maggioranza e poi, nella serata di ieri per l’appunto, con i capigruppo consiliari. Nei prossimi giorni sono previsti un incontro negli uffici di Regione Lombardia e la convocazione di un Consiglio comunale dedicato. «Intendiamo continuare a salvaguardare il territorio, in coerenza con i nostri strumenti urbanistici», ha dichiarato la sindaca Sonia Belloli, ribadendo che l’amministrazione non è contraria allo sviluppo tecnologico in sé. «Non siamo contro l’innovazione digitale a prescindere – ha spiegato – tanto che abbiamo espresso parere favorevole all’insediamento proposto da Amazon, ma in un’area già a destinazione industriale. Zibido non è un catalogo di aree industriali a disposizione degli investitori, bensì un ecosistema da proteggere».

Al centro delle preoccupazioni c’è la localizzazione dell’intervento, previsto su aree attualmente agricole, e la presenza di una sottocentrale elettrica di Terna collegata al progetto. L’assessore all’Urbanistica Anita Temellini ha ricordato che il Piano di governo del territorio, recentemente revisionato, ha ridotto del 50% il consumo di suolo rispetto al passato. «Il nostro strumento urbanistico non è un suggerimento, ma una regola. L’intervento proposto non è previsto dal Pgt e, allo stato attuale, non rappresenta un modello sostenibile. Abbiamo scelto di privilegiare la rigenerazione di aree già edificate, non la cementificazione di suoli agricoli».

L’amministrazione intende ora raccogliere tutti gli elementi utili per valutare l’impatto a breve e lungo termine dell’opera: dalle ricadute ambientali agli interventi di mitigazione e compensazione, fino alla reale necessità di un nuovo impianto in un’area dove, nella vicina Lacchiarella, sono già previsti altri data center. Il confronto resta aperto. L’obiettivo dichiarato dal Comune è quello di fare chiarezza e informare i residenti prima di assumere qualsiasi decisione, in un equilibrio non semplice tra attrattività per gli investimenti e tutela dell’identità territoriale.

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