
“Se non siete in grado di compilare delle semplici delibere, come pensate di poter amministrare Trezzano?” Il pesante j’accuse è stato lanciato ieri sera durante l’ultimo consiglio comunale cittadino da Claudio Albini, capogruppo del Pd. Oggetto della sua reprimenda, le delibere di surroga come consigliere comunale e membro di alcune commissioni consiliari, dell’ex sindaco Fabio Bottero, elevato dal sindaco Sala alla soglia di assessore al Comune di Milano.
I documenti contengono errori formali e sostanziali. A partire da 3 mail inviate per la convocazione del Consiglio stesso. In una è stato convocato Bottero (che avendo presentato dimissioni irrevocabili, non aveva alcun obbligo di presenza), in un’altra è stata sbagliata la data di convocazione; nella terza la data era giusta, ma senza alcuna notifica ad Alice Grumelli che di Bottero doveva prendere il posto. Un vero pasticcio, insomma.
Un pasticcio che ha avuto come ciliegina sulla torta, l’indicazione come componenti del Consiglio comunale anche di Mattia Di Bisceglie e Silvia Formica, nominati assessori e sostituiti sin dallo scorso luglio nell’assemblea cittadina da Deborah Stivala e Samantha Beccia. Una situazione paradossale su cui il Pd ha infierito presentando una mozione d’ordine sottoscritta dallo stesso Albini. “Mi rivolgo a Lei Presidente e a lei, Sig. Sindaco:- è l’incipit – oggi siamo chiamati a surrogare il consigliere Bottero che si è dimesso il 13 marzo, con effetto immediato. Tuttavia, il 17 marzo, con la sfilza di mail cui facevo rifermento, è stato convocato, per questa sera, nuovamente il consigliere Bottero. Nessuna comunicazione è stata recapitata al consigliere entrante”.
Il documento continua: “Fino a questo momento, infatti, a nessun candidato del Partito Democratico è stata notificata alcuna nomina. Né una telefonata, né una mail, né un messo, né un agente di polizia locale. Neanche un piccione viaggiatore. Alice Grumelli, la prima dei non eletti, è in sala perché questa è una seduta pubblica e perché l’ho invitata io. Ma non vale nulla. Certo, alcune pronunciazioni del TAR dicono che la presenza in aula potrebbe sanare la mancata convocazione. L’argomento è dibattuto. Formalmente, questa Amministrazione si è dimenticata di lei”.
Poi Albini ha puntato l’indice verso chi gli è succeduto sulla poltrona di presidente del Consiglio, Teresa Carnovale: “Non sono più il presidente del Consiglio. C’è qualcun altro seduto su quella poltrona e ha il dovere di assicurare il corretto svolgimento delle sedute consiliari. Riceve anche un’indennità per questo. Ci avete detto che eravate “nuovi della politica” e che dovevate imparare: Presidente, lei è stata anche Assessore al Bilancio nella Giunta Tomasino. Nel corso di questo 10 mesi ne abbiamo viste di tutti i colori”. Alla fine, comunque la povera Alice Grumelli, ha ottenuto la surroga. Il Pd ha evitato di abbandonare l’aula e accettato di discutere i punti relativi al suo ingresso in Consiglio Comunale. Si doveva discutere anche di verde, ma è stato tutto rimandato a data da destinarsi.
Questa mattina, dal comune è arrivata a stretto giro di posto la risposta del sindaco Morandi agli appunti di Albini: “Ammetto che ci sono stati degli errori da dividere equamente tra uffici e politica, anche se oggi leggendo di sentenze del Tar posso affermare che la montagna ha partorito un topolino, in quanto ci sono sentenze che dicono che la presenza in aula dell’eletto sana completamente la mancata convocazione, inoltre tali sentenze si spingono a ritenere valida la deliberazione su argomenti diversi dalla sostituzione del dimissionario argomento che la maggioranza ha deciso per precauzione e correttezza nei confronti della neo eletta di rimandare”.














