
Un’autorimessa a Trezzano sul Naviglio era, secondo gli investigatori, la base logistica di un gruppo criminale accusato di aver messo a segno una serie di furti ai danni di aziende orafe e attività produttive in Toscana, precisamente in provincia di Arezzo. È da qui, nell’hinterland del capoluogo lombardo, che sarebbe stata organizzata la rete di spostamenti e mezzi utilizzati per le incursioni notturne. L’operazione è culminata con l’arresto di tre uomini tra i 38 e i 45 anni, originari dell’Albania. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Arezzo, con il supporto dei colleghi di Milano, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento arriva al termine di un’attività investigativa avviata nel novembre 2025 e proseguita fino a piochi giorni fa dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Arezzo.
Al centro dell’inchiesta c’è proprio Trezzano, individuato dagli investigatori come il punto di appoggio strategico del gruppo. Nell’autorimessa sarebbero stati custoditi veicoli di grossa cilindrata equipaggiati con targhe clonate, destinati alle trasferte notturne, ma anche automobili utilizzate per gli spostamenti ordinari. Nel garage avrebbero trovato posto, inoltre, strumenti professionali da effrazione e una parte della refurtiva. Un’organizzazione che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe utilizzato la struttura trezzanese per preparare e gestire le incursioni, mantenendo nello stesso luogo mezzi, attrezzature e materiali sottratti alle aziende.
Porte forzate, casseforti e allarmi neutralizzati
Le modalità dei colpi contestati delineano un modus operandi studiato per superare anche i sistemi di sicurezza delle imprese prese di mira. Le incursioni sarebbero avvenute attraverso la forzatura di porte e casseforti, la realizzazione di aperture nelle pareti e la neutralizzazione dei sensori di allarme e degli impianti di videosorveglianza. Cinque gli episodi ricostruiti nell’indagine, commessi tra novembre 2025 e febbraio 2026: quattro furti ai danni di aziende orafe o impegnate nella lavorazione di metalli preziosi e uno in una ditta di verniciatura di mobili a Civitella Val di Chiana. Il primo colpo contestato risale alla notte tra il 21 e il 22 novembre 2025, in un’azienda orafa di Arezzo. Gli altri episodi si concentrano nel febbraio successivo: tra il 21 e il 22 febbraio sarebbero state prese di mira altre due aziende che lavorano metalli preziosi e la ditta di verniciatura di mobili; il 23 febbraio sarebbe stata colpita una quarta impresa orafa, sempre ad Arezzo. Il bottino complessivo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, comprende oro, argento, bronzo, ottone e materiale tecnologico per un valore di circa 130mila euro.














