
Non è bastato il clamore suscitato dal raid scoperto la scorsa settimana. I ladri sono tornati a colpire il cimitero comunale di Corsico, lasciando dietro di sé una nuova scia di danni e indignazione. Ancora una volta sono stati i parenti dei defunti, arrivati al camposanto per una visita ai propri cari, ad accorgersi di quanto accaduto. La brutta sorpresa si è presentata questa mattina. Dopo i furti di rame e i vandalismi registrati nei giorni scorsi nella parte sinistra del cimitero, questa volta nel mirino dei malviventi è finita la zona opposta, quella che si sviluppa accanto all’ossario. Anche qui sono stati segnalati elementi metallici asportati, danni alle sepolture e segni evidenti del passaggio dei predoni del rame.

Il copione appare identico a quello già emerso pochi giorni fa: grondaie, decorazioni e parti metalliche staccate e portate via nel cuore della notte. Un’azione mirata che lascia pensare a persone ben consapevoli del valore economico dei materiali trafugati e della scarsa possibilità di essere disturbate durante le ore notturne. La sensazione, tra i visitatori del cimitero, è quella di una situazione che rischia di diventare cronica. Molti cittadini si chiedono come sia possibile che, a distanza di pochi giorni dal primo episodio, i responsabili siano riusciti a tornare indisturbati per completare la loro opera di devastazione, prendendo di mira un’altra porzione del camposanto.
Il nuovo episodio riaccende inevitabilmente le polemiche sulla sicurezza dell’area cimiteriale. Già dopo il primo raid erano emerse critiche per l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Comune e per la necessità che fossero gli stessi cittadini a scoprire e segnalare quanto accaduto. Oltre al danno materiale, resta quello morale. Per chi si reca al cimitero per ricordare una persona cara, trovare una tomba danneggiata o privata dei suoi ornamenti rappresenta una ferita difficile da accettare. Non si tratta soltanto del valore economico degli oggetti rubati, ma del significato affettivo e simbolico che essi custodiscono.
Ora cresce l’attesa per capire quali iniziative verranno adottate per impedire che il cimitero continui a trasformarsi nel bersaglio privilegiato dei predoni del rame. Nel frattempo, tra le famiglie coinvolte prevalgono amarezza e rabbia. E una domanda che torna con forza: come è possibile che, dopo un primo assalto, nessuno sia riuscito a fermare il secondo?














