
Prende il via il Ventura II e Corsico è pronta a rimettersi in moto. Il sindaco rieletto ha convocato il primo Consiglio comunale della nuova legislatura per martedì 17 giugno alle ore 20.45 nella sala consiliare dedicata a Pietro Sauna. Sarà una seduta istituzionale, chiamata a segnare ufficialmente l’avvio del nuovo mandato, dopo il responso delle urne che ha premiato la coalizione di centrosinistra.
L’ordine del giorno prevede gli adempimenti tradizionali della seduta d’insediamento: la convalida dell’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali, l’elezione del presidente del Consiglio comunale e la comunicazione della composizione della nuova giunta. Proprio quest’ultimo punto è quello che alimenta le maggiori curiosità negli ambienti politici cittadini. A pochi giorni dalla prima riunione dell’assemblea non filtrano infatti indiscrezioni attendibili sulla distribuzione delle deleghe assessorili. Due le ipotesi che circolano con maggiore insistenza. Da una parte la riconferma sostanziale della squadra uscente, premiata dagli elettori e forte di cinque anni di esperienza amministrativa. Dall’altra la possibilità che il sindaco scelga di rivedere alcuni equilibri interni, tenendo conto dei risultati emersi dalle urne.
Una teoria che trova fondamento nell’analisi dei rapporti di forza all’interno della coalizione. Pur in un contesto caratterizzato da un significativo calo dell’affluenza, la lista personale del sindaco ha infatti incrementato il proprio consenso. Un dato politico non irrilevante che potrebbe tradursi in un maggiore peso negoziale al momento della composizione dell’esecutivo. Del resto, come amava ricordare Enrico Cuccia, storico presidente di Mediobanca “i voti si pesano, non si contano”. Una massima che ben si adatta alla fase che si apre a Corsico e che porta inevitabilmente a interrogarsi sulle intenzioni di Ventura: il sindaco utilizzerà il rafforzamento della propria lista per ridefinire gli equilibri della maggioranza oppure sceglierà la strada della continuità?
Che qualcosa non funzioni all’interno del Pd, o comunque che esistano delle, diciamo, tensioni, è certificato dalle dimissioni di Andrea Romano, segretario del circolo di Corsico, dimissioni (con i soliti “motivi personali”) ufficializzate con un comunicato stampa diffuso poche ore fa. “Al fine di garantire la continuità delle attività politiche – si legge nel documento – il coordinamento ha incaricato Chiara Silvestrini, già segretario del Pd di Corsico”, come reggente affinché accompagni il Circolo verso il congresso degli iscritti. Romano, dalle urne ha ottenuto una cinquantina di voti piazzandosi al decimo poston della classifica finale, forse troppo pochi per ambire a un futuro con responsabilità amministrative.
Un altro nodo riguarda la presidenza del Consiglio comunale. Tra gli eletti c’è anche Ruggero Sparacino, candidato sindaco della sinistra e protagonista di una campagna elettorale fortemente incentrata sui temi del welfare e dei servizi sociali. Proprio per questo, negli ambienti politici cittadini, c’è chi ritiene che la sua elezione alla guida dell’assemblea consiliare potrebbe rappresentare una soluzione utile a valorizzarne il ruolo politico e, al tempo stesso, a mantenere aperto un canale di attenzione su questioni che hanno caratterizzato il confronto elettorale.
Se il centrosinistra si prepara a gestire una nuova stagione amministrativa, il centrodestra è invece chiamato a una riflessione profonda. La sconfitta maturata alle elezioni ha assunto dimensioni ben più ampie di quanto molti osservatori prevedessero alla vigilia del voto, aprendo inevitabilmente un dibattito interno sulle cause del risultato. La vera sfida per l’opposizione sarà capire se riuscirà a trasformare la delusione elettorale in un progetto politico credibile per il futuro. Prima, però, dovrà superare le recriminazioni e le tensioni emerse già nelle ore successive allo scrutinio, quando all’interno dello schieramento non sono mancati distinguo e attribuzioni di responsabilità.
Il primo Consiglio comunale offrirà le prime risposte sulle scelte del sindaco e sugli equilibri della nuova maggioranza. Per tutte le altre, dalla tenuta del centrosinistra alla ricostruzione del centrodestra, servirà ancora un po’ di tempo. E sarà la politica, come sempre, a scrivere i prossimi capitoli.













