
Il caso Synextra (ex Masotina) torna al centro del dibattito istituzionale e riaccende l’attenzione su una vicenda che da anni coinvolge i residenti tra Corsico e Cesano Boscone. In VI Commissione Ambiente di Regione Lombardia si è tenuta oggi Mercoledì 21 aprile, un’audizione dedicata alle criticità legate alle emissioni odorigene dell’impianto di trattamento rifiuti, fermo dallo scorso ottobre dopo un incendio.
Al tavolo, oltre alla società Synextra S.p.A., erano presenti Regione, ARPA, Città Metropolitana, i Comuni coinvolti e il comitato dei cittadini. Un confronto atteso, anche alla luce delle segnalazioni che si trascinano da oltre dieci anni e che, in più occasioni, hanno trovato riscontro nei monitoraggi ambientali. Secondo quanto emerso, ARPA Lombardia ha infatti confermato per due volte il superamento delle soglie relative alle emissioni odorigene, certificando una situazione di disagio diffuso per la popolazione residente. Un quadro che, nel tempo, ha inciso sulla qualità della vita quotidiana, tra odori persistenti e segnalazioni ripetute.
L’incendio dell’ottobre 2025 ha imposto lo stop alle attività e l’avvio delle operazioni di messa in sicurezza del sito. Da allora, l’impianto non è più operativo e la ripartenza si colloca in un orizzonte ancora lungo: si parla di una riattivazione graduale, con un primo step al 40% già nel 2026 e un ritorno al 50% nel 2027. Numeri che segnano una riduzione significativa rispetto al passato: il volume annuo di rifiuti trattati dovrebbe scendere da circa 250mila a 130mila tonnellate. Non solo: l’impianto non gestirà più rifiuti provenienti direttamente dalla raccolta differenziata domestica, ma materiali già pretrattati, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’impatto odorigeno.
Resta però alta l’attenzione politica. Il consigliere regionale Simone Negri (PD), promotore dell’audizione, ha sottolineato la necessità di “massima vigilanza” sul percorso di riavvio e sugli impegni dell’azienda, a partire dagli investimenti annunciati per nuovi macchinari. Sulla stessa linea anche il capogruppo M5S Nicola Di Marco, che ha ribadito come la ripartenza dovrà avvenire solo a fronte di “garanzie chiare, controlli stringenti e massima trasparenza”, mettendo al centro la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori.
Il nodo, dunque, resta tutto qui: trovare un equilibrio tra attività produttiva e vivibilità del territorio. Un equilibrio che, finora, per molti residenti tra Corsico e Cesano Boscone è rimasto più una promessa che una realtà. E che ora, con il conto alla rovescia verso il 2027, sarà inevitabilmente sotto osservazione.













