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Casa, il conto si fa salato: tra Corsico e Rozzano vivere costa fino al 60% dello stipendio

Il rapporto dell'osservatorio (Oca) ribalta la narrazione: fuori da Milano non si risparmia più. Affitti in crescita, salari fermi e trasporti sempre più cari mettono in crisi il Sud milanese

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Altro che fuga dalla città per risparmiare: nel Sud Milano vivere fuori dai confini del capoluogo sta diventando quasi un lusso. A dirlo è il terzo rapporto dell’Osservatorio Casa Abbordabile (OCA), che fotografa una realtà sempre più evidente anche tra Corsico e Rozzano e si sta diffondendo anche negli altri comuni: casa e trasporti possono arrivare a mangiarsi fino al 60% del reddito. Il meccanismo è semplice quanto spietato. I prezzi delle abitazioni e gli affitti continuano a salire – rispettivamente +8,5% e +6,8% nel 2025 – mentre gli stipendi crescono molto più lentamente. Il risultato? Anche spostandosi fuori Milano, il sollievo economico è sempre più relativo.

Anzi, in molti casi scompare del tutto. Comuni come Corsico e Rozzano, storicamente considerati alternative più accessibili, oggi presentano livelli di “abbordabilità” simili a quelli del capoluogo. Tradotto: con uno stipendio medio, gli spazi abitativi diventano sempre più piccoli e i margini sempre più stretti. A peggiorare il quadro ci si mette il pendolarismo, che da soluzione si trasforma in trappola. Chi sceglie di vivere nel Sud Milano per lavorare in città si trova a fare i conti con costi di trasporto sempre più elevati – economici e di tempo. E così, tra abbonamenti, carburante e ore perse nel traffico, il risparmio svanisce. In alcuni casi, considerando anche l’uso dell’auto, il peso complessivo può arrivare fino all’80% del reddito.

Il paradosso è evidente: più ci si allontana per cercare una casa sostenibile, più si rischia di pagare il prezzo altrove. E nei comuni meglio collegati, proprio quelli più appetibili, il costo complessivo (affitto più mobilità) si stabilizza tra il 50% e il 60% dello stipendio.  Nel frattempo, anche fuori Milano si fanno sentire gli effetti di dinamiche ormai strutturali: meno affitti a lungo termine, più contratti brevi e un aumento costante delle locazioni temporanee. Segnali di un mercato sempre più instabile, che rende difficile pianificare la vita, soprattutto per chi vive di solo reddito da lavoro.

Il report lancia un messaggio chiaro: la crisi abitativa non è più solo milanese, ma metropolitana. E senza un coordinamento tra città e comuni dell’hinterland – compresi quelli del Sud come Corsico e Rozzano ma anche Cesano Boscone, Trezzano, Buccinasco, Assago e Cusago – il rischio è quello di continuare a spostare il problema… senza mai risolverlo.

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