martedì - 3 Agosto 2021
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Caso Furci: “Il sindaco chieda scusa alla città”. “Niente scuse, è tutto in regola”

Si è discusso dell’arresto del comandante della polizia locale di Trezzano durante il Consiglio comunale straordinario tenutosi ieri sera

Fabio-Bottero-salvatore-FurciDa una parte la minoranza a dire: riconoscere di avere sbagliato è saggio e chiedere scusa alla città è un atto dovuto. Dall’altro, la maggioranza a replicare: abbiamo rispettato le regole e quindi niente scuse. Questa è la sintesi del Consiglio comunale straordinario convocato d’urgenza dal presidente Claudio Albini, che si è tenuto ieri sera per discutere del caso del comandante della Polizia locale di Trezzano, Salvatore Furci, arrestato nei giorni scorsi perché accusato di aver nascosto dosi di cocaina nell’auto della collega al comando della vigilanza urbana di Corbetta.

victoryfashion-webSi tratta di una vicenda finita sui giornali e sulle Tv nazionali che ha provocato danni ancora non quantificabili all’immagine di un comune che solo qualche settimana fa ha dovuto affrontare la questione delle auto sequestrate abbandonate per anni nei depositi giudiziari, vicenda che potrebbe costare alle casse pubbliche dai 400mila ai 600mila euro, diventata di competenza della Procura della Repubblica di Milano e della Procura della Corte dei Conti grazie a due esposti presentati proprio dalla minoranza.

Quella del comandante arrestato è una storia ormai nota a tutti. Salvatore Furci era stato assunto nella Polizia locale di Trezzano dopo essere stato bocciato dalla Polizia locale di Corbetta. Secondo l’accusa, per vendicarsi della relazione negativa redatta dal suo superiore, Lia Vismara, avrebbe fatto nascondere delle dosi di cocaina all’interno dell’auto di lei da un complice. Lo stesso complice poi avrebbe telefonato alla polizia per denunciare di traffico di droga l’ufficiale corbettese.

Il consiglio comunale straordinario era stato richiesto dalla minoranza e subito approvato dal presidente Albini, per discutere di eventuali responsabilità o, in subordine di eventuali leggerezze, nella nomina a comandante di Furci da parte del sindaco Fabio Bottero. “Abbiamo saputo del suo arresto la mattina del 13 aprile – ha esordito il primo cittadino in apertura di seduta – ed è stata la polizia di Stato a fornirci i dettagli di un’inchiesta di cui nessuno, a Trezzano, era a conoscenza”.

Poi il sindaco ha raccontato l’iter che ha portato Furci prima ad essere assunto nella Polizia locale trezzanese, poi a diventarne il comandante. Alla carica per quest’ultima posizione hanno partecipato cinque candidati. Al momento dell’assunzione e della nomina, sempre secondo il sindaco, non c’erano elementi penali a suo carico e nemmeno notizie di procedimenti.

Tutto in regola quindi? Non proprio, almeno stando a quanto hanno subito dopo dichiarato nell’ordine Antonino Puleo, Villa Zina e Giuseppe Russomanno, tutti e tre membri della minoranza. Il primo ha accusato velatamente il sindaco di “aver preso la tangenziale ed evitato di andare sul pezzo”. “Mi sarebbe piaciuto – ha detto – sentire qualcosa di più diretto su un dato di fatto: Furci ha commesso un’azione delittuosa quando era già dipendente del comune di Trezzano. Poco dopo è stato nominato comandante. Perché non si è tenuto conto, nella scelta, della relazione negativa redatta alla fine del periodo di prova che aveva sostenuto a Corbetta?”

Puleo ha poi concluso chiedendosi se non sia giunto il momento di indicare le responsabilità della scelta e di chiedere scusa alla città e ai suoi residenti. “Nominarlo comandante – ha sottolineato Villa Zina – è stato certamente una leggerezza che un sindaco non può permettersi”. “Ma come – ha osservato – Furci a Corbetta non supera il periodo di prova, torna a Milano, poi viene assunto a Trezzano e in pochi mesi diventa il comandante della Polizia Locale”. Una carriera fulminea che lascia perplessi.

Ancora più pesante è stato l’intervento di Giuseppe Russomanno. “Mi aspettavo – ha esordito – una relazione più obiettiva e più sincera. Facile attaccarsi a formalità che non interessano a nessuno. Il comandante della polizia locale di Trezzano arrestato è un fatto concreto”. Perché è stato nominato a quella carica se sindaco e segretario comunale sapevano quel che era accaduto a Corbetta?

Russomanno ha infatti mostrato una lettera inviata il 13 ottobre 2020 dal Comune di Corbetta a quello di Trezzano. Nella missiva si segnalava che Furci aveva avuto accesso non autorizzato a dati sensibili che avrebbero potuto danneggiare il sindaco di quel comune e la sua famiglia. “Perché – ha chiesto l’esponente di Fratelli d’Italia – non si è tenuto conto di quelle informazioni e si è andati avanti lo stesso con la nomina?”

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In difesa di Bottero sono scesi in campo Olivieri Camisani, Attilio Boccia, Francesco Nappo, Alice Zatti, della maggioranza, Tutti hanno assolto il primo cittadino. Chi appellandosi al casellario giudiziario che su Furci, al momento della nomina, non segnalava alcunché, chi ha giurato e spergiurato che “nessuno nel Pd sapeva” delle vicissitudini di Furci in quel di Corbetta, chi, come Nappo ha sottolineato che si tratta di una vicenda grave “non trascurabile” ma “pur sempre non legata all’amministrazione comunale trezzanese”.

“Secondo l’accusa – ha osservato Nappo – Furci avrebbe commesso i fatti il 3 gennaio 2020. A Trezzano era stato assunto il 2 gennaio, solo un giorno prima. Sembrava la scelta migliore, doveva essere la persona giusta per rilanciare la polizia locale di Trezzano e invece…” Già, invece?

Che si sia trattato di un errore è evidente a tutti. C’è però chi dice che non era possibile evitarlo (la maggioranza, sindaco in testa) e chi invece afferma il contrario: con una maggiore cautela e tenendo conto delle informazioni arrivate da Corbetta, questa figuraccia che ha superato i confini nazionali poteva essere evitata.

La sintesi l’ha fatta Ivano Padovani. “Mi sarei aspettato delle scuse – ha sottolineato – Si può sbagliare e riconoscere l’errore. Invece si tende a creare un gran fumo che provoca ancora più danni di quelli causati dalle vicende di cui Furci si è reso protagonista. L’immagine di Trezzano ne esce devastata. In soli tre mesi è scoppiato lo scandalo del deposito delle auto sequestrate, il comune è stato condannato a risarcire i danni provocati dall’appalto mensa e infine, ciliegina su una torta indigesta, ecco il caso dell’arresto del comandante della Polizia locale”.

Alla fine è sceso in campo anche il vicesindaco Domenico Spendio che ha assolto Bottero e confermato che il procedimento seguito “è stato quello corretto basato su dati reali conosciuti al momento della scelta”. Amen. La serata si è conclusa con la richiesta da parte della stessa minoranza di procedere con urgenza alla nomina di un nuovo comandante, magari scelto meglio di quest’ultimo. “Procederemo nei tempi adeguati e seguendo le procedure” è stata la chiusura del sindaco. Non si è capito se si è trattato di una promessa o di una minaccia.

 

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