
Due escavatori usati per i lavori della riqualificazione del parco Cabassina, a Corsico, in viale Italia, sono stati incendiati nella notte tra mercoledì 30 aprile e giovedì 1° maggio. L’incendio è scoppiato nelle prime ore del mattino. I veicoli si trovavano nell’area di cantiere: il fumo dell’incendio ha allertato i residenti di viale Italia e di via Marzabotto che hanno chiamato i vigli del fuoco, che hanno contenuto le fiamme, prima che si propagassero al resto del parco.
Non c’è stato nessun ferito e quindi non è stato necessario l’intervento di ambulanze. I mezzi sono comunque distrutti: gli escavatori non prendono fuoco da soli, quindi, anche se le indagini dei vigili del fuoco sulle cause dell’incendio non sono ancora rese pubbliche, è facile definirlo doloso. Vandali, criminalità organizzata? Al momento tutte le ipotesi sono alvaglio degli inquirenti. Sull’episodio stanno indagando anche i carabinieri della compagnia di Corsico presenti questa notte.
Del fatto è stato informato anche il sindaco che si è recato sul posto e, sul profilo Facebook del comune di Corsico, ha definito l’incendio “un tentativo di sabotaggio mirato”, anticipando le conclusioni delle indagini. In realtà è davvero un fatto strano. In genere gli escavatori vengono rubati dai cantieri, e non incendiati, e non si capisce chi potrebbe avere interesse a ritardare la fine dei lavori nel Cabassina, quando tutti sperano invece che il parco torni presto ad essere usufruibile, in vista della calde giornate estive.
“Come fa il sindaco a sapere che si tratta di sabotaggio e non le conseguenze di un atto di vandalismo o un tentativo di intimidazione ai danni dell’azienda che ha vinto l’appalto da parte della criminalità organizzata?” si è chiesto il consigliere comunale Antonio Saccinto, che ha continuato: “Se ha dei dubbi o delle prove le comunichi ai carabinieri, altrimenti non continui ad alimentare il clima di sospetto che già da tempo sta diffondendo per le vie di Corsico”.













