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Giornata Mondiale contro la pedofilia e pedopornografia, ecco i dati dell’allarme sui pericoli del web e quelli dell’intelligenza artificiale

Polizia di Stato ha diffuso i dati di indagini, inchieste, arresti che hanno coinvolto centinaia di pedofili e pedopornografi

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Oggi, la Polizia postale ha diffuso i dati della lotta contro la pedofilia e pedopornografia in Italia

Oggi è la Giornata Mondiale contro la pedofilia e pedopornografia, due piaghe che sembra impossibile sanare. In questa occasione, la Polizia di Stato ha diffuso i dati di indagini, inchieste, arresti che hanno coinvolto centinaia di pedofili e pedopornografi. Dati che comprendono anche quel che è accaduto nel primo trimestre del 2025. Tra gennaio a marzo appena trascorsi, per esempio, i numeri relativi alla lotta contro la pedopornografia e l’adescamento online mostrano un aumento significativo nei casi trattati (+10%), nelle persone arrestate (+293%) e indagate (+53%), così come nelle perquisizioni effettuate (+28%).

Anche il numero di siti inseriti nella Black List è cresciuto (+2%), mentre si registra una diminuzione nel numero di siti visionati (-31%). Questi numeri riflettono l’intensificazione delle attività di contrasto e monitoraggio da parte della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica. Quello che qui pubblichiamo è solo un estratto di un rapporto che deve far riflettere sui pericoli che corrono i più giovani che si trovano ad affrontare assalti di questo tipo.

Pedopornografia e adescamento – Primo Trimestre del 2025

                           Primo Trimestre del 2024                 Primo Trimestre del 2025
Casi trattati         605                                                    664
Persone arrestate 30                                                     118
Persone indagate 280                                                    427
Perquisizioni        291                                                   372
Siti in Black List   2.757                                                2.803
Siti visionati        8.310                                                 5.716

I rischi per età

Un’analisi più approfondita dei dati mostra come il rischio non sia distribuito in modo uniforme tra le diverse fasce d’età. Se è vero che i bambini tra 0 e 9 anni rappresentano ancora una quota relativamente minore di vittime, con 26 casi nel 2024 rispetto ai 32 del 2023, è altrettanto vero che si tratta di una tipologia di vittime particolarmente fragili per le quali un approccio sessuale precoce e tecnomediato può costituirsi come trauma concreto con potenzialità dannose piuttosto elevate. Spesso è nei luoghi virtuali del gioco che gli adescatori “avvicinano” le loro vittime, sfruttando l’entusiasmo di vincere una partita nel gioco online preferito, nascondendosi dietro profili falsi di sedicenti coetanei.

La fascia d’età 10-13 anni, che registra 207 casi in entrambi gli anni, continua a essere la più esposta. In questa fase dello sviluppo i minori iniziano a esplorare il mondo digitale in maniera più autonoma utilizzando i social media e le chat per stringere nuove amicizie. Gli adescatori sfruttano questa apertura per avvicinarsi alle vittime, fingendo di condividere interessi comuni e instaurando un rapporto basato su fiducia e manipolazione.

Il dato più significativo riguarda la fascia 14-16 anni, che mostra un incremento del 24%, passando da 114 casi nel 2023 a 141 nel 2024. Questo aumento riflette la crescente esposizione degli adolescenti a dinamiche digitali complesse, che vanno dal sexting alla condivisione di immagini intime, talvolta indotte con minacce o ricatti. Gli adescatori mirano a minori di questa età consapevoli della loro naturale curiosità per la seduzione, la sessualità e l’interazione libera, consapevoli di quanto i ragazzi si sentano sicuri in un dominio, quello digitale, in cui credono di muoversi con maggiore dimestichezza, minore esposizione corporea senza particolari controlli.

l primo trimestre del 2025, i dati relativi all’adescamento online di minori mostrano
un aumento complessivo dei casi trattati (+27%) rispetto agli anni precedenti. Si
osserva una diminuzione dei casi che coinvolgono vittime di età compresa tra 0 e 9
anni, così come una lieve riduzione per la fascia 10-13 anni (-16%). Al contrario, i casi
che riguardano vittime tra i 14 e i 16 anni sono aumentati in modo significativo
(+113%). Questi numeri evidenziano un’evoluzione nella distribuzione delle fasce d’età
coinvolte nei casi di adescamento online.

Minaccia devastante

La sextortion rappresenta una delle minacce più insidiose e devastanti per i minori nel
panorama dei crimini online. Questo fenomeno si manifesta attraverso il ricatto sessuale:
i malintenzionati inducono le vittime, spesso con l’inganno o la manipolazione emotiva,
a condividere immagini intime per poi minacciarle della diffusione di tali materiali al fine
di ottenere ulteriori contenuti, denaro o favori personali. Singoli sfruttatori e organizzazioni criminali sfruttano le vulnerabilità psicologiche e sociali dei giovani, le loro curiosità, la naturale fiducia negli altri per realizzare contatti online discreti e apparentemente anonimi attraverso i quali indurre a produrre, inviare e condividere con sconosciuti immagini intime e video personali estorti con minacce e raggiri.

Il Revenge Porn

Il revenge porn, ovvero la pubblicazione o diffusione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è una delle forme più gravi di aggressione online, con conseguenze
devastanti per le vittime, in particolare quando sono minorenni.
L’analisi dei dati relativi agli anni 2023 e 2024 evidenzia un aumento significativo dei
casi trattati, passando da 29 nel 2023 a 42 nel 2024, con una crescita del 45%. Questo
incremento indica una maggiore diffusione del fenomeno, ma al tempo stesso testimonia
l’efficacia del lavoro del C.N.C.P.O., che attraverso monitoraggi sempre più capillari e
una crescente sensibilizzazione ha portato a un aumento delle denunce e degli interventi

Un dato particolarmente allarmante emerge nella fascia 10-13 anni che registra un
aumento da 6 casi nel 2023 a 11 nel 2024, quasi raddoppiando in un solo anno. Questo
incremento evidenzia come anche i più giovani siano esposti al rischio di subire forme di
violenza sessuale digitale. Spesso questi casi coinvolgono situazioni in cui i minori
vengono indotti con l’inganno o la manipolazione psicologica a condividere immagini
intime, senza comprendere appieno le conseguenze di tale azione

La fascia 14-17 anni rappresenta la categoria più colpita, con un sensibile incremento da
23 casi nel 2023 a 31 nel 2024. Gli adolescenti sono spesso vittime di revenge porn in
contesti di relazioni sentimentali finite male, vendette personali o dinamiche di pressione
tra pari. L’abuso si manifesta con la minaccia o la diffusione di immagini intime al fine
di esercitare un controllo sulla vittima, danneggiarne la reputazione o ricattarla
emotivamente.

Il pericolo dell’intelligenza artificiale generativa

L’intelligenza artificiale generativa sta cambiando il modo in cui interagiamo con il
mondo digitale, in considerazione della possibilità di creare contenuti nuovi come
immagini, video, testi e audio. Purtroppo, si sta verificando un aumento nei casi di abuso
di questi strumenti per creare materiale di sfruttamento sessuale dei più piccoli. Tale
fenomeno può riguardare sia minori reali, la cui immagine può essere artificialmente
modificata in contenuto pedopornografico, ovvero può essere utilizzata per creare
contenuti illeciti raffiguranti bambini inesistenti nel mondo reale.

Recentemente, si è dimostrato che l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per
agevolare condotte di adescamento online, revenge porn e sextortion. Infatti, le capacità
di generare messaggi su misura per il tipo di interlocutore può essere sfruttata dai
malintenzionati per aumentare le possibilità di interazione con le loro vittime. In tal senso
l’IA può sopperire al gap generazionale, originando messaggi realistici come se fossero
scritti da minorenni, in modo da instaurare interlocuzioni digitali con i minori.

Questi nuovi fenomeni e la pericolosità degli strumenti ha sollecitato la riflessione a
livello globale che ha reso necessaria l’adozione del recente disegno legge del 20 marzo
2025 n. 1146/24 contenente Disposizioni e delega al governo in materia di intelligenza
artificiale, che ha inteso anche apportare diverse novità sull’impianto normativo delle
fattispecie penali.

 

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