sabato - 15 Maggio 2021
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Trezzano sotto choc: in manette il nuovo comandante della Polizia locale

Il funzionario è finito in carcere perché poco più di un anno fa aveva nascosto nell’auto della sua collega di Corbetta alcune dosi di cocaina per vendicarsi di aver espresso parere negativo sulla sua assunzione

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Nella foto, a sinistra il comandante della Polizia locale di Trezzano, Salvatore Furci, a destra il comandante di Corbetta, Lia Vismara

Non c’è pace per la Polizia locale di Trezzano sul Naviglio. Questa mattina, agenti della Squadra Mobile hanno arrestato il nuovo comandante dei vigili urbani Salvatore Furci, da poco meno di un mese eletto nel ruolo, e l’albanese Mariglen Memushi, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio Gip di Milano, Anna Magelli, su richiesta del Procuratore Aggiunto Alessandra Dolci e del Sostituto Procuratore della Repubblica Gianluca Prisco.

La vicenda ha molti lati oscuri. Non riguarda, almeno stando alle indagini il lavoro svolto a Trezzano, ma gli incarichi che Furci aveva ricoperto o voleva ricoprire precedentemente. Il provvedimento, infatti, è stato adottato al termine delle indagini avviate dopo la denuncia del comandante della Polizia locale di Corbetta, Lia Vismara: all’interno della sua auto, la notte del 4 gennaio 2020, erano state trovate alcune dosi di cocaina che la donna non sapeva dove provenissero.

All’epoca dei fatti la Polizia locale di Corbetta era stata oggetto di numerosi esposti. Salvatore Furci, era risultato vincitore nel 2018 del concorso per ricoprire la posizione di ufficiale in quel comune. Peccato però che non avesse superato il periodo di prova e pertanto nel 2019 era tornato a rivestire la qualifica di agente a Milano.

Probabilmente aveva deciso di far pagare il parere negativo espresso dal Comandante della Polizia locale corbettese, Lia Vismara. Una denuncia anonima aveva segnalato la presenza di droga all’interno dell’auto della donna. Scattate le indagini, la squadra mobile di Milano, grazie alla visione dei filmati di videosorveglianza, e a intercettazioni telefoniche, ha accertato che era stato lo stesso Salvatore Furci direttamente o tramite terzi, a collocare la sostanza stupefacente all’interno della vettura della sua “nemica”.

Gli investigatori hanno identificato anche il complice di Turci. Si tratta di Mariglen Memushi e, grazie ad una perizia fonica, è stato possibile stabilire che, nonostante avesse camuffato la propria voce, è lui l’uomo che aveva effettuato la telefonata al 112 dichiarando di avere venduto gli stupefacenti alla donna. Non solo. Aveva anche detto che la stessa lo avesse pagato con banconote false.
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Nel corso delle indagini, e’ stato anche accertato che Furci ha tentato di acquisire informazioni tramite di suoi conoscenti in servizio nel Tribunale di Milano al fine di conoscere l’eventuale esistenza di procedimenti penali a suo carico per i fatti che hanno portato al suo arresto.

La notizia ha scosso l’intero apparato comunale trezzanese. Turci era stato nominato comandante poco meno di un mese fa. Secondo il sindaco Fabio Bottero avrebbe dovuto aiutare a risolvere lo scandalo della auto sequestrate e lasciate a marcire nei depositi giudiziari per anni. Una vicenda che rischia di costare alle casse comunali dai 400mila ai 600mila euro. Le opposizioni hanno trasmesso tutta la documentazione su questo “affaire” alla Procura della repubblica di Milano e alla Procura della Corte dei conti affinché vengano accertate le responsabilità.

pocketnews.it ha chiesto all’addetto stampa del comune una dichiarazione del sindaco sulla vicenda. Eccola: ““Abbiamo appreso con sorpresa la notizia dell’arresto di questa mattina”, dichiara il sindaco di Trezzano sul Naviglio Fabio Bottero. “Si tratta di fatti estranei al nostro Comune che non coinvolgono la Polizia Locale di Trezzano sul Naviglio che dovrà tuttavia nuovamente riorganizzarsi. Per ora affideremo la guida del comando al segretario comunale. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura”.

Si è fatta viva anche la minoranza. Con un comunicato, il Movimento 5 Stelle di Trezzano sul Naviglio, tramite Zina Villa, chiede ora chiarezza per l’accaduto: “Purtroppo, Trezzano non è nuova a notizie di cronaca del genere. Proprio per questo motivo ci saremmo aspettati una maggiore attenzione e cura nella scelta della classe dirigente dell’ente comunale”.

Arriva anche l’affondo del capogruppo in consiglio comunale: “Ci risulta che il sindaco e la Giunta fossero a conoscenza dei fatti che riguardavano Furci. Non c’era forse una personalità migliore da poter scegliere? Ci risulta che fra il personale in forza al Comune di Trezzano sul Naviglio opera una dipendente già vincitrice di concorso per ricoprire la carica di Comandante ma la scelta del sindaco e della sua giunta e ricaduta su una figura esterna all’Ente che già presentava criticità sulla sua assunzione”.

L’accusa è: Perché il sindaco, ignorando i dati di fatto, ha proceduto all’investitura senza nemmeno darne comunicazione formale ai consiglieri comunali? Proprio per questa ragione il M5stelle ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario affinché il sindaco possa chiarire subito i metodi utilizzati “nella scelta della classe dirigente”.

 

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