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Trezzano nel caos: il sindaco azzera la giunta. La maggioranza si sfalda tra complotti interni, veti incrociati e retroscena

La miccia è stata accesa la settimana scorsa, quando un ristretto gruppo di consiglieri di Fratelli d’Italia ha votato la destituzione di Giuseppe Russomanno dalla carica di capogruppo

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Nella foto, Giuseppe Morandi, neosindaco di Trezzano sul Naviglio
GIUSEPPE MORANDI
Nella foto, Giuseppe Morandi, sindaco di Trezzano sul Naviglio

La giunta che governa (qualcuno dice che non governa) Trezzano è entrata ufficialmente nella sua fase più critica. Questa mattina il sindaco Giuseppe Morandi ha ritirato tutte le deleghe degli assessori, comunicandolo con una nota di appena quattro righe. Sobria nella forma, devastante nella sostanza: «Nell’ottica del rafforzamento dell’azione politica — scrive — ho deciso di avocare a me tutte le deleghe assessoriali per procedere a una redistribuzione finalizzata al nuovo slancio che si ha intenzione di porre in essere». Una decisione che arriva al culmine di giorni convulsi, segnati da giochi di palazzo, colpi di mano interni a Fratelli d’Italia e trattative sotterranee che hanno fatto esplodere la coalizione che aveva vinto le ultime elezioni.

La spallata interna: Russomanno “detronizzato” dal suo stesso partito

La miccia è stata accesa la settimana scorsa, quando un ristretto gruppo di consiglieri di Fratelli d’Italia ha votato la destituzione di Giuseppe Russomanno dalla carica di capogruppo. Un’operazione condotta — come raccontano vari protagonisti — con modalità fulminee, quasi militari, in un direttivo convocato ad hoc dove erano presenti soltanto tre consiglieri: Beccia, Carnovale senior e Stivala. Accanto a loro, figure politiche esterne come il segretario provinciale Guglielmo Villani, Ernestina Morandi (zia del sindaco) e lo stesso sindaco Morandi. La manovra, descritta da più osservatori come una sorta di Idi di Marzo in salsa trezzanese, ha portato alla decapitazione politica di Russomanno — da anni in guerra con Antonino Russo — sfruttando l’inesperienza dei consiglieri che hanno eseguito l’operazione senza considerare a pieno le conseguenze.

La reazione: nasce “Insieme per Trezzano” e la maggioranza si spezza

La risposta non si è fatta attendere: Russomanno, insieme a Mento, ha abbandonato il gruppo di Fratelli d’Italia. Con Pietro Stroppa ha fondato una nuova formazione politica: “Insieme per Trezzano”, di fatto sancendo la rottura della maggioranza. Una tregua armata, siglata poco prima delle elezioni, è esplosa definitivamente. Gli equilibri costruiti in campagna elettorale si sono dissolti nel giro di poche ore.

Retroscena: cene riservate e trattative per sostituire Russomanno in maggioranza

La crisi è aggravata da una serie di episodi che circolano con insistenza nei corridoi del palazzo. Secondo fonti interne, nei giorni precedenti alla rottura si sarebbe svolta una cena riservata tra il sindaco Morandi e Domenico Spendio in un ristorante lontano da occhi indiscreti. Durante l’incontro, il sindaco avrebbe sondato la disponibilità di Spendio a entrare in maggioranza al posto di Russomanno. Proposta immediatamente bocciata dai compagni di Spendio. Un altro tentativo sarebbe stato portato avanti da Antonino Russo, che avrebbe incontrato Sandra Volpe con la stessa offerta. Anche in questo caso, risposta negativa. Di fronte alle manovre parallele, Russomanno avrebbe poi lanciato al sindaco una sorta di proposta di sopravvivenza politica: «Ritira tutte le deleghe e discutiamo dei nuovi equilibri».

Il piano dei “Russomanno boys”: un assessorato per ogni gruppo

La richiesta avanzata alla controparte è chiara: attribuire una delega assessorile a ciascun gruppo che compone (o componeva) la maggioranza, ridefinendo completamente lo schema di governo della città. Il nodo, però, è un altro: la posizione della presidente del Consiglio Carnovale, ritenuta ormai inadeguata da quasi tutte le componenti. Il sindaco, però, non può rimuoverla da solo: servirebbe un voto dell’intero Consiglio comunale, e su questo punto al momento non esiste alcuna maggioranza. La crisi è, dunque, totale.

Un Comune in panne: il sindaco azzera tutto ma la soluzione non c’è

La mossa di oggi — il ritiro delle deleghe — assomiglia più a un tentativo di sopravvivere al naufragio che a una scelta programmatica. Morandi deve ricomporre un mosaico che ormai non esiste più: una maggioranza spaccata, un partito (FdI) dilaniato da guerre intestine, nuovi gruppi consiliari, e un equilibrio istituzionale precario. Gli osservatori non hanno dubbi: la crisi è stata innescata da un’operazione di forza — la destituzione di Russomanno — progettata senza calcolare cosa sarebbe accaduto dopo. Una mossa fatta “senza fare i conti con l’oste”, come commenta più di un addetto ai lavori.

Per Trezzano ora si apre una fase di grande incertezza

La città si ritrova in una situazione inedita: una giunta azzerata, una maggioranza smembrata, un sindaco isolato e un Consiglio su cui incombe la possibilità concreta di spaccature ancora più profonde. Nei prossimi giorni Morandi dovrà tentare di ricomporre ciò che resta della sua coalizione. Ma l’impressione, oggi, è che il vero problema non sia la redistribuzione delle deleghe, bensì la frattura politica profonda e personale che attraversa il centrodestra trezzanese. La domanda che circola, sottovoce ma sempre più di frequente, è una sola: la crisi è recuperabile o il Comune è ormai sull’orlo del tracollo politico? L’intero centrosinistra si sta sfregando le mani: nuove elezioni si avvicinano.

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