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Mercato Coperto, il grande fallimento di Buccinasco: soldi persi, immobile fantasma e un sindaco che non risponde

Una interrogazione presentata dal centrista Tommaso Papa ha provocato il corto circuito

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Nella foto, i capannoni di viale Resistenza a Buccinasco, mancati “Mercato Coperto”

C’è un punto oltre il quale non si può parlare di “incidenti di percorso”. A Buccinasco quel punto è stato superato da un pezzo. La vicenda del Mercato Coperto — il progetto annunciato come motore di rilancio commerciale — è diventata un caso imbarazzante, una cartolina perfetta di come una buona idea possa trasformarsi in un pantano politico e finanziario. Il risultato? Mezzo milione di euro da restituire e un capannone che nessuno vuole. Ma a incendiare gli animi non sono solo i numeri: è il modo in cui la giunta li gestisce. E,  quando si chiede trasparenza, discussioni interrotte in fretta e furia. E’ successo durante l’ultimo Consiglio comunale

Un bando vinto… e sprecato

Una interrogazione presentata dal centrista Tommaso Papa ha provocato il corto circuito. Le domande ventevano su 630mila euro ottenuti da Regione Lombardia per rilanciare il commercio locale. Una cifra che molte città avrebbero usato per costruire una rinascita; a Buccinasco si è trasformata in un boomerang. I dati sono un atto d’accusa: 61mila euro arrivati davvero alle imprese; un progetto mai partito; rendicontazioni minime e tardive; 459mila euro restituiti. Sì: restituiti. Come se i fondi pubblici fossero un anticipo da rimandare indietro quando ci si accorge di aver fatto i conti senza l’oste, né con ipotetici partner, né prevedendo un percorso. È un fallimento tecnico? Forse. È un fallimento politico? Assolutamente sì.

Prima comprano il capannone, poi scoprono che non interessa a nessuno

La scelta più incredibile resta però l’acquisto dell’immobile di via della Resistenza, un capannone che cade a pezzi da anni. Qui la logica amministrativa si capovolge: si compra prima di sapere se esiste qualcuno disposto a realizzare il progetto. E infatti quando nel 2024 il Comune pubblica un avviso per trovare un privato interessato a progettare, realizzare e gestire il Mercato Coperto… non risponde nessuno. Zero. Nemmeno un curioso. Era prevedibile? Secondo l’opposizione, con Tommaso Papa in testa, sì: «Una buona amministrazione avrebbe chiesto prima chi fosse disposto a investire, non dopo aver speso soldi pubblici». Secondo la giunta, invece, è andato tutto secondo procedura. Il risultato però resta lì, inconfondibile: un immobile vuoto e un buco nei conti.

Il Consiglio si infiamma. Il sindaco lo spegne. Letteralmente.

Il tema approda in Consiglio comunale il 2 dicembre. Un’occasione per chiarire, discutere, assumersi responsabilità. Ma quando le domande si fanno pungenti, il sindaco Pruiti decide di interrompere la discussione accusando l’opposizione di “mancanza di educazione”. Una scelta che profuma di resa, non di autorevolezza. Una fuga tecnica. Un modo per evitare un confronto che, evidentemente, diventava troppo scomodo. Gli scambi accesi, in politica, fanno parte del gioco democratico. Spegnere la discussione lascia invece un messaggio chiaro: meglio zittire che affrontare domande scomode.

La giunta si difende: tutto regolare, tutto corretto, tutto a posto

Il giorno dopo la giunta si affretta a spiegare che la Regione ha certificato la correttezza delle procedure. Procedura, appunto: l’unico terreno su cui il Comune rivendica un successo. Ma l’essenza del problema resta intatta: che cosa si è ottenuto  con quell’operazione? Niente mercato coperto, niente investimenti, niente ricadute economiche. Solo un capannone degradato che ora si tenta di riciclare con una nuova destinazione d’uso. E qui arriva l’ennesimo cambio di rotta: la giunta che per anni ha sfilato sotto lo slogan “no alle nuove costruzioni” oggi apre apertamente al residenziale. Un riposizionamento improvviso, che sa più di emergenza contabile che di progettazione urbanistica.

E ora? Si brancola nel buio

La verità è brutale: il progetto Mercato Coperto è naufragato e Buccinasco si ritrova con: un immobile acquistato senza garanzie, un bando regionale trasformato in rimborso, nessun partner privato, nessun piano B che non sia improvvisato, una giunta sulla difensiva, un Consiglio comunale dove si evita la discussione. L’opposizione promette battaglia. Una città che restituisce mezzo milione di euro per incapacità progettuale merita risposte, non silenzi. Buccinasco non aveva bisogno dell’ennesimo edificio da rottamare. Aveva bisogno di visione, programmazione e coraggio. È difficile trovare tracce di tutto questo nella gestione del Mercato Coperto.

 

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