HomeAttualitàRozzano sale sul ring e ospita l'incontro-scontro tra boxe e fede...

Rozzano sale sul ring e ospita l’incontro-scontro tra boxe e fede cristiana

Don Luigi Scarlino lancia un’iniziativa che unisce boxe, educazione e fede: è rivolta ai giovani del territorio che hanno bisogno di canalizzare la rabbia

Federica-Guglielmini-e-Dome-Bulfaro
Nella foto, Federica Guglielmini e Dome Bulfaro fondatori del Movimento colpitori coorganizzatore di “Un gancio da Dio”

La boxe strumento per lottare contro le ferite sociali, senza mai abbassare la guardia? Magari accompagnata dalla fede che fa superare ogni ostacolo? Sembrano essere due realtà contrapposte. Possono trovare un punto di incontro? La risposta potrebbe arrivare il prossimo 29 gennaio, quando all’oratorio Sant’Angelo di Rozzano, verrà allestito un ring di pugilato. Tra le corde si disputerà un incontro inconsueto tra l’arte del fare a pugni e l’educazione cattolica. Si discuterà di fede, lotta interiore, combattimento fisico. Lo sport come terapia sociale. Ma anche emotiva.

Promotore dell’iniziativa, una serata inconsueta secondo i parametri ordinari, stuzzicante se si guarda con occhi proiettati oltre la consuetudine, Don Luigi Scarlino, sacerdote da sempre impegnato sul territorio. Per lui, la boxe va intesa come riscatto sociale e come mezzo per tirare fuori da ogni persona il meglio di sé. La serata, che si intitola “Un gancio da Dio”, è stata organizzata in collaborazione con il Movimento dei Colpitori, fondato da Federica Guglielmini e Dome Bulfaro, che ha come obiettivo quello di trasformare la boxe in uno strumento per lottare contro le ferite sociali, senza mai abbassare la guardia.

“Da quattro anni mi occupo di disagio educativo, di povertà educativa, di ragazzi con disturbi cognitivi, – ricorda in un’intervista don Carlino – poi mi sono stati affidati ventenni in attesa di giudizio: c’era chi spacciava, chi rubava, chi fomentava risse: scontavano in oratorio il loro percorso alternativo. Con l’aiuto di psicologi e grazie al Movimento dei colpitori abbiamo proposto il pugilato. Non la lotta brutale, ma le regole, l’arbitro che osserva, il rispetto dell’altro, i colpi da evitare per non far male”.

“La cosa bella di questa nuova iniziativa – continua il parroco – è che chiesa, amministrazioni pubbliche, associazioni, società civile e singoli individui hanno fatto squadra. Da soli non si va da nessuna parte. Noi vogliamo essere chiari e concreti. Il nostro non è uno show, ma la tappa di un progetto che vogliamo prenda spazio all’interno di un territorio difficile come quello rozzanese. Alle parole devono seguire i fatti. Solo così riusciremo a coinvolgere quanti più giovani è possibile”

Il 29 gennaio, in oratorio si parlerà quindi di pugilato, di religione ma soprattutto di riscatto del territorio e dei suoi abitanti. Rozzano è una città complicata. Vive sulla sua pelle troppi episodi di cronaca nera e nerissima. Ma, le isole di speranza sono molte. Assieme a don Carlino, daranno il loro contributo alla discussione alcuni atleti. Come Vincenzo Gigliotti, ex campione italiano dei supergallo oggi allenatore di boxe, Jonathan Kogasso, pugile massimo leggero (originario del Congo) campione italiano, Antonio Guerra, ex pugile e oggi allenatore del Club Pugilistico Rozzano, Luca Messi, ex campione italiano dei welter e dei medi junior, Antonella Minieri, prima donna arbitro di boxe.

L’obiettivo è portare i ragazzi delle periferie in oratorio. Pure chi ha commesso reati ed è in attesa di giudizio. “Ogni uomo di fede e non, vive anche un combattimento interiore – ha spiegato il parroco – Nella Bibbia è descritto il combattimento fra Dio – che per alcuni è l’angelo – e Giacobbe”. A Rozzano c’è voglia di riscatto e don Carlino ha aperto un nuovo fronte.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

mcdonalds

PIÙ POPOLARI

aperitifvintage rsavisconti INZOLI Officina Barcelo Viaggi Commercialista Livraghi
aperitifvintage rsavisconti Commercialista Livraghi Barcelo Viaggi