
La notizia è stata pubblicata sul sito del Comune e subito ha provocato le reazioni del mondo politico e delle famiglie. D’ora in poi la mensa scolastica non sarà gratuita per tutti i bambini che la frequentano, ma solo per coloro che fanno parte di nuclei familiari che hanno un Isee poco al di sotto dei 16mila euro, esattamente 15.493,71 euro. Sui social è scattata il festival dell’ “avevo detto”, condito da ironie più o meno pesanti.
Scelta elettorale
Si fa riferimento alle promesse fatte durante la campagna elettorale, alla tipologia di famiglie che possono ottenere l’esenzione, alle promesse non mantenute, al ritorno alla realtà. Il cambiamento di rotta è stato commentato da Franco Spiccia di Sinistra italiana. “Si tratta di una decisione che immaginavamo sarebbe arrivata. La mensa gratis è una scelta condivisibile ma andrebbe finanziata con risorse che arrivano da Roma e non da fonti locali. La promessa di Ferretti di mantenerla anche in questa sindacatura era finalizzata alla sua rielezione. Passato il voto, si è tornati alla realtà”.
Fasce intermedie
Il costo di un pasto in mensa adesso è di poco più di 7euro. Una spesa che potrebbe gravare sul bilancio di molte famiglie rozzanesi. “Avremmo preferito – ha sottolineato Spiccia a pocketnews.it – una maggiore gradualità creando fasce intermedie superiori ai 15.493,71 euro di limite Isee per il calcolo del costo”. Sulla vicenda peserebbe anche il prestito di circa un milione di euro che il comune di Rozzano ha erogato nelle scorse settimane in favore di Ama, in crisi di liquidità.
Isee minorenni
Nel comunicato del Comune poi, si fa riferimento all’Isee minorenni rilasciato dai Caf, che è diverso dall’Isee ordinario. Riguarderebbe ragazzi che hanno genitori non sposati e nemmeno conviventi. Quindi, è l’accusa, si tratta di una platea decisamente ridotta rispetto a quella esistente a Rozzano. Non solo. Per beneficiarne è necessario essere in regola con i pagamenti nei confronti dei servizi erogati dal Comune e da Ama Rozzano, altrimenti addio mensa gratis.
Riflettori spenti
Secondo alcuni si tratta di una serie di paletti studiati ad arte per ridurre al minimo il numero dei beneficiari di un provvedimento che quando è stato varato, cinque anni fa, aveva interessato centinaia di famiglie e i loro figli. Un provvedimento che aveva fatto puntare i riflettori della stampa locale e nazionale su Rozzano. Adesso i riflettori si sono spenti, si rientra nella normalità.
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