HomeCronacaRozzano, vandalismi all’istituto Calvino durante l'occupazione: scuola danneggiata, si cercano i responsabili

Rozzano, vandalismi all’istituto Calvino durante l’occupazione: scuola danneggiata, si cercano i responsabili

Gli atti vandalici sono stati scoperti questa mattina all’interno dell’istituto. Il Comune condanna con fermezza l’accaduto. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza per cercare di risalire agli autori del raid.

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Nella foto, i danni provocati dai vandali in azione all’istituto Calvino di Rozzano

 

 

Vetrate infrante, porte divelte, sistemi di allarme danneggiati, bagni distrutti. La scuola, luogo di formazione, crescita e condivisione, trasformata in teatro di atti vandalici. È quanto accaduto ieri all’istituto Calvino di Rozzano, dove i danneggiamenti sono stati scoperti dopo che gli studenti avevano occupato l’istituto per protesta contro il degrado dell’edificio che li ospita. Durante la manifestazione, qualcuno si è introdotto nel complesso scolastico e ha danneggiato servizi igienici, soffitti, vetrate e quant’altro. A segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine sono stati gli stessi studenti coinvolti nella mobilitazione. “Quanto accaduto non coincide con le motivazioni della protesta” hanno tenuto a sottolineare.

Sull’episodio sono in corso gli accertamenti per individuare i responsabili: tra gli strumenti a disposizione ci sarebbe anche l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. L’accaduto ha suscitato la ferma condanna dell’amministrazione comunale, che ha affidato a un messaggio pubblicato sul proprio sito istituzionale la presa di posizione contro quanto avvenuto. Un intervento che sottolinea non soltanto il danno materiale provocato, ma soprattutto il significato di un gesto compiuto ai danni di un luogo centrale per la comunità. «Condanniamo con fermezza gli atti vandalici compiuti questa mattina all’interno dell’Istituto Calvino», scrive il Comune, definendo questi comportamenti «gesti inaccettabili», perché colpiscono uno spazio fondamentale per la formazione dei ragazzi e per il futuro della città.

«Danneggiare una scuola significa mancare di rispetto a tutta la comunità»

Scesi in campo per denunciare le condizioni della struttura scolastica e chiedere interventi concreti per rendere gli ambienti più sicuri e decorosi, qualche facinoroso ne ha approfittato per sfogare tutta la sua frustrazione. Nel messaggio, l’amministrazione richiama il valore della scuola come bene collettivo, frequentato ogni giorno da studenti, insegnanti e personale scolastico e punto di riferimento per tante famiglie. «Disastrare una scuola significa mancare di rispetto agli studenti, agli insegnanti, al personale scolastico e a tutte le famiglie che ogni giorno vivono questi spazi», si legge nella nota. Parole che vanno oltre la condanna dei singoli episodi e pongono l’accento sul significato sociale del gesto. Un edificio scolastico, infatti, non è soltanto una struttura da utilizzare per le lezioni: è uno spazio nel quale si costruiscono relazioni, si acquisiscono competenze e si prepara il futuro delle nuove generazioni. Proprio per questo, il Comune ribadisce che «la scuola è un luogo di crescita, di educazione e di condivisione», appartenente all’intera comunità e che tutti hanno il dovere di rispettare e proteggere.

Al vaglio le immagini delle telecamere

Al centro della protesta c’era il degrado della scuola. Degrado che è sotto gli occhi di tutti: piastrelle mancanti nelle aule e soffitti scrostati, pareti attaccati da muffe. Gli studenti chiedevano condizioni adeguate per vivere gli spazi scolastici. Qualcuno ha distrutto molti di quegli spazi rendendoli impraticabili. Resta ora da chiarire chi abbia compiuto gli atti vandalici e in quali circostanze. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli sull’entità dei danni, sulle modalità con cui gli autori sarebbero entrati nell’edificio o sull’eventuale presenza di testimoni. Saranno gli accertamenti a stabilire la dinamica e le eventuali responsabilità. La posizione dell’amministrazione è comunque netta: «Non possiamo accettare che luoghi dedicati all’educazione e al futuro dei nostri ragazzi diventino teatro di gesti irresponsabili». Un richiamo che si chiude con un principio tanto semplice quanto fondamentale: «La scuola è un bene di tutti e tutti abbiamo il dovere di custodirla».

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