
Era malato da anni. Ha combattuto e superato il male del secolo, che poi è tornato e se lo è portato via. È morto ieri sera Guido Lanati, il sindaco visionario che ha fatto grande Buccinasco. I funerali saranno celebrati domani mattina alle 11 nella chiesa di via Marzabotto. Personaggio conosciutissimo in città, Lanati è stato sindaco dal ’94 al 2001 quando, dopo il rifiuto di Iocca, candidato sindaco del centro destra, di apparentarsi con la sua lista civica, appoggiò Carbonera e contribuì a farlo eleggere, salvo poi abbandonare quella giunta dopo qualche mese.
Nonostante alcune opinioni controverse, Lanati è considerato dalla stragrande maggioranza di coloro che lo hanno conosciuto come l’uomo che ha rivoluzionato Buccinasco, gettando le basi e realizzando le opere che l’hanno fatta diventare una delle più belle cittadine dell’hinterland milanese. Certo non aveva un carattere facile. Era un uomo e un politico capace che sapeva farsi amare e anche, in alcuni casi, odiare. Comandava e quando aveva in mente un progetto, i suoi collaboratori dovevano adeguarsi.
È merito suo se oggi il Parco Spina Azzurra è l’oasi che tutti apprezzano. La sinistra aveva proposto in quell’area un piano di lottizzazione per realizzare case in edilizia convenzionata. Lui stravolse tutto, chiuse la strada di accesso e salvò l’intera zona dal degrado. La stessa cosa fece con il parco Scarlatti, allora una discarica abusiva a cielo aperto, oggi un fiore all’occhiello della città.
Certo di errori ne ha fatti (qualcuno gli imputa l’inizio dell’operazione edilizia di Buccinasco Più, dimenticando che i problemi sono emersi con chi gli è succeduto sulla poltrona di primo cittadino). Su di lui si raccontano alcuni aneddoti. Il più curioso riguarda il passaggio alla raccolta differenziata a Buccinasco, uno dei primi comuni della Lombardia ad adottarla. I conti dello smaltimento non gli tornavano.
Allora per una settimana prese a seguire i camion della nettezza urbana che si occupavano del ritiro dei rifiuti. Si accorse che il giro comprendeva anche alcune zone di Corsico e che i costi erano addebitati a Buccinasco. Allora rivoluzionò l’intero servizio. Da ieri ha lasciato la città che più amava, quella cui ha dedicato energie e anni della sua vità e che domani gli attribuirà l’ultimo saluto.
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