venerdì - 7 Maggio 2021
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Rientro in famiglia? A Rozzano la residenza è una partita a ping pong

Alle persone che per motivi sentimentali, lavorativi, sanitari si sono temporaneamente trasferite, viene di fatto impedito di tornare nella casa assegnata ai propri genitori

rozzano-viale-lazio-alerLa questione affrontata in questo articolo assomiglia molto a una partita di ping pong in cui al posto della pallina ci sono persone cui viene messa in dubbio la dignità. Molte hanno abitato con le loro famiglie le case Aler di Rozzano, un microcosmo composto da circa seimila appartamenti.

Orbene, a quelle che per motivi sentimentali, lavorativi, sanitari si sono temporaneamente trasferite, viene di fatto impedito il rientro in famiglia palleggiando la concessione della residenza domiciliare tra gli uffici Aler locali e l’anagrafe del comune di Rozzano. “Rivolgetevi in comune” dicono all’Aler. “Rivolgetevi all’Aler” dicono in comune.

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda una signora ormai cinquantenne che ha chiesto di rientrare nella casa di famiglia per accudire il padre, poi morto a causa del Covid. Ha fatto quindi domanda per il reintegro residenziale. Così è cominciato una specie di calvario tra funzionari dell’Aler che avrebbero messo in dubbio addirittura alcuni documenti sottoscritti dal padre prima della sua morte, e funzionari del comune che senza l’ok dell’Aler non le concedono la residenza.

Dice Francesco Belluscio presidente della Libas consumatori: “Aler e Comune di Rozzano stanno violando l’articolo 18 del regolamento regionale abitativo che sino a due anni fa impediva a chi fosse fuoriuscito dal suo nucleo familiare per vari motivi personali o meno il rientro e perciò non era più concessa la residenza domiciliare”.

Si trattava di una violazione di un diritto costituzionale poi sanata grazie all’intervento del difensore civico regionale Carlo Lio, che ha permesso la modifica dello stesso articolo 18. Da quel momento tutti gli ex assegnatari di immobili Aler possono rientrare, in presenza del nucleo originario, nelle loro residenze.

“Una grande vittoria di civiltà. – conferma Belluscio – Peccato che ancora oggi molti uffici Aler e qualche comune, compreso Rozzano, non prendono ancora in considerazione l’avvenuta modifica e continuano a inquinare le richieste. Lo scopo è di interrompere l’asse ereditario per non permettere ai figli discendenti di riappropriarsi dell’alloggio dei genitori”.

Cosa rappresenta per molti il rientro in famiglia? “Dare continuità nell’asse ereditario del nucleo familiare, – sottolinea Belluscio – può sanare anche situazioni precarie e di eventuale emarginazione sociale per chi rimane fuori e senza abitazione. I sindaci dei comuni di Sesto san Giovanni e di Cesano Boscone, che hanno sul loro territorio importanti insediamenti Aler hanno recepito la modifica dell’articolo 18 e l’hanno messa in pratica. Rozzano continua ancora a tergiversare creando notevoli disagi in chi ha questo problema, e non sono pochi”.

“Tramite le pagine di pocketnews.it – conclude il presidente dell’associazione consumatori – vorrei rivolgere un appello al sindaco Gianni Ferretti affinché risolva la questione e cominci a far rispettare il regolamento dai suoi funzionari e da quelli dell’Aler. Le persone hanno una dignità e non possono essere sottoposte a stress che spesso incidono sulla loro salute. E poi si tratta di adottare un principio di civiltà. Perché ritardare ancora?”

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