
Sabato 24 ottobre, dalle 9 alle 12.30, al mercato di via Emilia a Buccinasco, il Gruppo Territoriale Visconteo del Movimento 5 Stelle, sarà presente con un gazebo dedicato all’iniziativa “L’attesa non è la cura”. L’obiettivo è informare i cittadini sui loro diritti e sulle possibilità di tutela quando i tempi d’attesa per visite ed esami attraverso il Servizio sanitario nazionale diventano incompatibili con le necessità di salute.
Il problema è ormai evidente: per una visita attraverso il servizio pubblico si può essere costretti ad aspettare mesi, mentre ricorrendo alla prestazione privata è spesso possibile ottenere un appuntamento in tempi molto più brevi, pagando di tasca propria. Una disparità che rischia di trasformare il diritto alla salute in una possibilità legata alle disponibilità economiche di ciascuno.
I dati confermano la gravità della situazione. Secondo il 7° Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, in Lombardia la quota di famiglie che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie è passata dal 5,4% del 2018 al 7,2% del 2023. Inoltre, il monitoraggio di Federconsumatori, Fondazione ISSCON e CGIL ha documentato sul territorio lombardo attese fino a 677 giorni per una prima visita oculistica a Legnano e 426 giorni per una prima visita cardiologica a Cuggiono. Si tratta di rilevazioni relative al periodo monitorato nel 2023 e nel 2024, che restituiscono la dimensione delle criticità del sistema.
Con l’iniziativa “L’attesa non è la cura”, gli attivisti del Movimento 5 Stelle saranno a disposizione dei residenti per raccogliere segnalazioni, illustrare gli strumenti previsti per tutelare il diritto a ricevere le prestazioni nei tempi indicati dalla prescrizione medica e fornire informazioni sui percorsi da attivare quando le liste d’attesa superano i limiti previsti. La sanità pubblica deve garantire cure tempestive a tutti, non soltanto a chi può permettersi di pagare. Non è accettabile che una persona debba scegliere tra aspettare troppo a lungo per una prestazione necessaria e sostenere una spesa privata per ottenere una risposta in tempi adeguati.
Ridurre le liste d’attesa significa difendere il diritto alla salute e l’universalità del Servizio sanitario nazionale. L’8° Rapporto GIMBE, pubblicato nel 2025, segnala che in Italia le persone che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie a causa delle liste d’attesa sono passate da 2,7 milioni nel 2023 a 4 milioni nel 2024. È un dato nazionale, non specifico della Lombardia, ma conferma che il problema è peggiorato.














