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Rapporti ‘Ndrangheta-Comune di Buccinasco: ecco le domande a cui l’ex sindaco Carbonera non ha voluto rispondere

L’ex primo cittadino aveva concordato un’intervista per chiarire la posizione della sua amministrazione in merito al tentativo dei clan di mettere le mani sugli appalti del comune. Dopo aver letto i quesiti, ha fatto dietro front

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Nella foto, Maurizio Carbonera durante una seduta del Consiglio comunale di Buccinasco

È la prima volta che scrivo un articolo in prima persona, ma solo per raccontare un episodio capitato a margine della pubblicazione dell’inchiesta sui rapporti tra ‘ndrangheta e Comune di Buccinasco. Nell’ultima puntata, citando la relazione inviata al Parlamento italiano dalla Direzione investigativa antimafia, ho riportato testualmente: “Tutto costituisce l’ulteriore conferma del ruolo dei Barbaro in quel comune dell’hinterland di Milano, posto che l’amministrazione comunale, non potendo sottostare alle loro pretese per motivi di «carattere formale » – nella specie la mancanza di una delibera – ha cercato l’accordo con la delinquenza mafiosa, anziché denunziare all’autorità giudiziaria le intimidazioni subite”.

L’incontro al bar

Questa citazione, tratta da un documento ufficiale depositato negli atti del Parlamento italiano non è stata gradita dall’ex sindaco Maurizio Carbonera che venerdì 22 febbraio mi ha telefonato chiedendomi un appuntamento per “chiarire la questione”. Abbiamo concordato di vederci lunedì 27 febbraio alle 14, davanti al Comune di Buccinasco. Puntuali ci siamo accomodati all’interno dello Smile Bar. E li ho confermato a Carbonera, oltre alla disponibilità a pubblicare qualunque cosa avesse voluto dire, che ogni riga pubblicata nell’inchiesta proveniva da documenti ufficiali: sentenze del tribunale, intercettazioni, relazioni dell’antimafia. Naturalmente, Carbonera ha ribadito la sua posizione che dal suo punto di vista è del tutto legittima: “non è vero che per quieto vivere la sua amministrazione ha preferito, invece di denunciare le intimidazioni, trovare un accordo con la criminalità”.

Domande scritte

“Ok, – gli ho detto – le faccio delle domande in modo che con un’intervista può liberamente chiarire tutto quel che secondo lei è successo”. Lì c’è stato un primo scoglio da superare. Carbonera ha richiesto “domande scritte in modo da riflettere e cercare nei documenti i riferimenti giusti”. Nessun problema, ci mancherebbe altro. Così l’ex sindaco mi ha indicato l’indirizzo mail al quale inviare le domande. “Mi servirà qualche giorno per poterle rispondere”, è stata l’assicurazione finale prima della stretta di mano conclusiva. Martedì 28 ho inviato le domande dell’intervista, avvisando Carbonera con un messaggio wathsapp del loro arrivo.

La rettifica che non rettifica

Aspetto un giorno, ne aspetto due. Venerdì 3 alla casella di posta della redazione arriva una mail. È di Carbonera. Il contenuto è una vera sorpresa rispetto a quanto concordato. Invece delle risposte alle domande dell’intervista, è una rettifica che non rettifica alcunché. Questo è il testo:

“In merito all’articolo pubblicato in data 18 febbraio, si richiede di pubblicare, in qualità di rettifica e di doverosa precisazione per i lettori quanto segue, in risposta alle accuse avanzate e alle parziali, incomplete e scorrette ricostruzioni fatte dal giornalista. L’Amministrazione Carbonera non ha mai favorito accordi con esponenti della ‘ndrangheta. Al tempo delle vicende narrate (anno 2002) l’impresa di Salvatore Barbaro lavorava con gli enti pubblici, come già durante l’Amministrazione precedente e prefettizia, oltre che con la Provincia di Milano. Come certamente saprà, le procedure di affidamento dei lavori appartengono alla parte tecnica e non sono mai espressione della parte politica. Le inchieste successive e tutti gli approfondimenti svolti dalle autorità competenti hanno individuato ogni responsabilità penale dei coinvolti. Nessun Avviso di Garanzia e nessuna inchiesta ha coinvolto il sottoscritto  che sempre ha svolto la propria attività politica e amministrativa con rigore e rispetto delle Istituzioni, senza compromessi, accordi o tentativi di favorire l’illecito, come invece viene fatto intendere dal racconto dell’autore a cui rivolgo l’invito di evitare di utilizzare il mezzo stampa per divulgare proprie considerazioni su fatti alterati, stravolti e deformati a scopo strumentale. Fatti che, tengo a ribadire, sono stati accertati penalmente grazie alle intense indagini nelle sedi opportune, con l’esito di nessun coinvolgimento per il sottoscritto e nessuna ombra sull’operato politico e amministrativo. Maurizio Carbonera, già Sindaco di Buccinasco dall’anno 2002 al 2007

Scelte poco opportune

Orbene, nessuno ha mai scritto che Carbonera è stato indagato o che durante la sua sindacatura ha commesso dei reati. Se lo avesse fatto, la magistratura lo avrebbe indagato e forse punito. Se lo avesse fatto, l’avrei pubblicato senza remore. L’inchiesta di pocketnews.it ha invece rivelato atteggiamenti forse poco prudenti, ha sollevato il velo sul clima che in quel periodo si respirava a Buccinasco e non solo, ha sottolineato scelte forse poco opportune (perché andare a pranzo nel miglior ristorante di Buccinasco con un pregiudicato? Se proprio si doveva, non si poteva ricevere nella sede del Comune?) Perché i Barbaro hanno eseguito dei lavori per conto del Comune di Buccinasco senza che ci fosse uno straccio di delibera che ne autorizzasse l’assegnazione?

L’impegno disatteso

L’intervista, nelle mie intenzioni, doveva, una volta per tutte, definire gli ambiti all’interno dei quali erano maturate alcune scelte. Scelte che oggi non sarebbero in alcun modo tollerabili ma che nel periodo 2002 / 2007, così come precedentemente, erano state adottate e condivise. Lo raccontano le carte processuali e non possono essere più smentite. Comunque appena ricevuta la rettifica (di che?) ho scritto un nuovo messaggio wathsapp a Carbonera ricordandogli il suo impegno a rispondere alle mie domande. Poco dopo in redazione è arrivata una nuova mail con un nuovo messaggio dell’ex sindaco. Eccolo:

“In relazione alle sue ventun domande le trasmetto gli atti del Processo che ha riguardato il mio territorio e che ritengo esaustivo di quanto accaduto, considerando che un compito del giornalista è quello di compiere ogni sforzo per garantire al cittadino la conoscenza degli atti pubblici. Ho ritenuto le sue ventun domande relative a notizie non di pubblico interesse a distanza di venti anni dai fatti. Cordiali saluti.
Maurizio Carbonera”

Memoria da non disperdere

Don Luigi Ciotti, il presidente di Libera, l’associazione che della lotta alle mafie ha fatto uno dei suoi segni distintivi ha detto: “Un paese senza memoria, è un paese senza storia e senza verità”. Volevo che la memoria su fatti che hanno trasformato Buccinasco nella Platì del Nord (una definizione che la città non merita), memoria intesa come la capacità della mente di ricordare, non si disperdesse. Cancellarla serve solo a ricadere negli stessi errori. Capita con il nazismo, con il comunismo, con il fascismo. E l’allarme non è mio ma di istituzioni che con i fenomeni mafiosi si confrontano ogni giorno. Invece, secondo l’ex sindaco le mie domande si riferirebbero a “notizie non di pubblico interesse a distanza di venti anni dai fatti”. Non di pubblico interesse? A me interessano e interessano anche a qualche migliaio di persone che hanno letto l’intera inchiesta pubblicata da pocketnews.it

21 domande senza risposta

Quello di Carbonera mi è sembrato un goffo tentativo per non affrontare la questione. Contento lui. Io però non sono affatto contento. E allora ho deciso di pubblicarle tutte qui di seguito. Che siano i lettori a decidere se sono di pubblico interesse o meno. Eccole:

1 – Cominciamo dall’inizio. Uno dei misteri che riguardano il suo mandato di primo cittadino è l’accordo con l’ex sindaco Guido Lanati. Perché ha stretto con lui, eletto con il centrodestra, un accordo preelettorale e poi gli ha dato la delega dell’assessorato ai lavori pubblici? Visto da fuori sembra che dovesse finire il “lavoro”, probabilmente l’insediamento di “Buccinasco Più”, cominciato con la sua giunta a guida Forza Italia e che lei glielo abbia permesso.

2 – Quali sono i veri motivi per cui, dopo appena un anno gli ha ritirato la delega?

3- Quando si è insediato, quali erano i rapporti tra i Barbaro e il Comune di Buccinasco?

4 – Appena è stato nominato sindaco, lei ha “cacciato” l’ex responsabile dell’ufficio tecnico, architetto Minei e il segretario comunale. Il motivo, quello vero?

5 – Salvatore Barbaro nel 1999/2000 aveva già scontato nel carcere di Opera una condanna definitiva per vicende legate alla droga, perché subito dopo gli è stato permesso di lavorare per il Comune? Aveva lavorato per il Comune anche quando il sindaco era Lanati?

6 – Perché è andato a pranzo con lui nel miglior ristorante di Buccinasco?

7 – Perché, durante quello stesso pranzo spiegò a Salvatore Barbaro, secondo quanto dichiarato da Luraghi, che “non c’erano pregiudiziali nei suoi confronti”. “Venga in comune – fu il suo invito – si informa presso l’ufficio tecnico e avrà tutte le informazioni per partecipare alle gare e agli affidamenti e così via”. Erano informazioni che avrebbe potuto fornirgli qualsiasi impiegato. Perché ha dovuto farlo lei?

8 – Allo stesso Barbaro è stato permesso di partecipare a riunioni (una con Lanati, Fregoni e Bicocchi) in Comune anche su appalti, come quello relativo al Parco Spina Verde, in cui non aveva alcun ruolo ufficiale. Con che titolo partecipava e perché gli erano permessi atteggiamenti intimidatori all’interno di una istituzione come è il Comune?

9 – Barbaro non aveva alcun incarico ufficiale, non esisteva alcuna delibera di assegnazione di incarico, eppure sono stati trovati 40mila euro per pagargli lo spianamento del parco Spina Verde, In quale capitolo di bilancio sono stati reperiti, visto che l’impegno di spesa era di 516mila euro e l’appalto era stato assegnato a Bicocchi? E soprattutto perché le determine sono state firmate dopo che lo stesso Barbaro aveva eseguito i lavori?

10 – Perché, secondo lei, la Direzione Investigativa Antimafia, nel rapporto al Parlamento ha scritto che la sua amministrazione ha “cercato l’accordo” con i Barbaro invece di denunciare le pressioni e le minacce?

11 – E perché la stessa direzione investigativa ha scritto che lei “dopo aver ricevuto la busta con il proiettile” ha sentito la necessità di ricorrere a un assessore (Gusmaroli) come mediatore con i Barbaro?

12 – In una intercettazione allegata agli atti del processo Cerberus, Luraghi parla di promesse mai mantenute fatte da alcuni politici agli uomini del clan. Potrebbero essere state queste promesse alla base degli attentati nei suoi confronti e nei confronti delle aziende non legate al circolo magico dei Barbaro-Papalia?

13 – Su “Buccinasco Più”, ad un certo punto avete chiesto a Renato Pintus, plenipotenziario della Finman, di consegnarvi i contratti di sub appalto per il movimento terra sottoscritti da Luraghi. Cosa avevate intenzione di fare?

14 – Conoscendone la fama, non potevate essere più incisivi e decisi nel vietare alla Finman e alla stessa Lavori Stradali di affidare il movimento terra ad aziende legate al clan Barbaro-Papalia?

15 – Luraghi in una deposizione parla di manifesti e voti portati alle elezioni. Nessun voto è finito nelle tasche del Pd nel 2002? Dove sono finiti? Secondo Sara Papalia, nel calderone del Pd e di conseguenza utili alla sua elezione a sindaco di Buccinasco.

16 – In quello stesso periodo la sua amministrazione ha assunto un membro della famiglia Papalia all’ufficio informatico del Comune. Era il tentativo di offrire un’alternativa a un ragazzo segnato dal cognome che porta o cosa? Un debito?

17 – Rientra in quest’ambito anche il progetto di organizzare la mostra di poesie scritte da Domenico Papalia, condannato all’ergastolo nel processo Nord Sud (celebrato per accertare le responsabilità di una decina di sequestri di persona, altrettanti omicidi, estorsioni e quant’altro ndr), e le fotografie della figlia di Papalia, Sara? Come è nata l’idea e chi l’ha promossa?

18 – Dopo i due attentati di cui è stato vittima, è stata organizzata una manifestazione di solidarietà alla quale hanno tentato di partecipare anche alcuni parenti più giovani delle famiglie Barbaro – Papalia. Chiedevano ascolto perché non volevano pagare le colpe dei loro padri. C’è stato un incontro in comune. Come si è concluso, cosa è stato deciso?

19 – Se è vero che la ‘ndrangheta ha costruito almeno il 50 per cento degli insediamenti commerciali e residenziali della città, e su tutti ha seguito il metodo “Buccinasco Più” (riempire gli scavi con materiali inquinati) si può dire che Buccinasco sorge su un’enorme discarica abusiva?

20 – Oggi la ‘ndrangheta ha cambiato strategia: niente più attentati, niente più minacce, almeno secondo i rapporti della Direzione investigativa antimafia. Su cosa ha messo gli occhi? Sul Superbonus, sui fondi del Pnrr? Qual è la situazione a Buccinasco.

21 – Quante sono, più o meno, le imprese di Buccinasco ufficialmente rappresentate da personaggi all’apparenza presentabili, che invece sono il braccio finanziario delle mafie?

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