
Non c’è allarme (almeno per ora) ma attenzione. Da parte di tutti. Istituzioni e addetti ai lavori. Il motivo? Due ricoveri a distanza di 2-3 giorni, la stessa diagnosi e un elemento comune: la legionellosi. È quanto accaduto a Corsico nei giorni scorsi, dove due residenti dei due agglomerati di abitazioni molti vicini sono stati ricoverati all’ospedale San Paolo di Milano dopo aver sviluppato una polmonite causata dal batterio della Legionella. Il primo caso risale ai primi giorni di agosto. L’uomo, residente in città, è stato ricoverato nel reparto di Pneumologia del San Paolo a causa di una polmonite. Gli esami delle urine eseguiti in ospedale hanno permesso di individuare l’agente responsabile dell’infezione: il batterio della Legionella. Due giorni più tardi, un’altra residente, che abita poco distante dal primo, è stata ricoverata nello stesso ospedale con una diagnosi analoga. Entrambi i pazienti hanno risposto positivamente alle cure. Nel primo caso, dopo la modifica della terapia antibiotica, la febbre è scomparsa nel giro di tre giorni. La seconda paziente è invece deceduta, ma per complicazioni derivanti da una patologia pregressa.
I controlli nelle abitazioni
La contemporaneità dei due episodi e soprattutto la vicinanza delle abitazioni ha fatto scattare le verifiche da parte di ATS Milano, che ha effettuato campionamenti nelle case dei due pazienti per cercare di capire se possa esistere una fonte comune dell’infezione. È un passaggio importante, ma che al momento non consente di trarre conclusioni. Non risultano infatti comunicazioni ufficiali di ATS sulla presenza di un cluster o di un focolaio a Corsico, né indicazioni che colleghino già i due casi a una specifica rete idrica o a uno specifico impianto. Anche dalle istituzioni locali, al momento, viene mantenuto il massimo riserbo sulla vicenda. Nel frattempo, in città circolano alcune segnalazioni che meritano di essere tenute distinte dai dati ufficiali. Alcuni residenti della zona di via Liberazione avrebbero riferito di interventi di clorazione dell’acqua effettuati in alcuni caseggiati proprio nell’ambito delle attività di prevenzione della Legionella. Segnalazioni analoghe sarebbero arrivate anche dalla zona di via Cellini, nel quartiere Lavagna. Si tratta, allo stato attuale, di informazioni raccolte sul territorio e non di elementi che consentano di stabilire un collegamento con i due casi di legionellosi. Per cui: calma e gesso.
L’attenzione resta alta
Il Comune aveva già adottato nell’agosto 2024 un’ordinanza specifica sulla prevenzione e il controllo della legionellosi, rivolta tra gli altri agli amministratori condominiali e ai gestori di strutture sanitarie, ricettive e a uso collettivo. L’ordinanza prevedeva interventi di manutenzione e controllo degli impianti idrosanitari, compresi serbatoi e autoclavi. Il tema della manutenzione degli impianti è centrale perché la Legionella può trovare condizioni favorevoli alla proliferazione negli impianti idrici, in particolare in presenza di ristagni d’acqua, temperature favorevoli e biofilm, quella sottile pellicola di microrganismi e sostanze organiche che può formarsi sulle pareti interne delle tubazioni.
I numeri di ATS Milano
Il fenomeno non riguarda naturalmente soltanto Corsico. ATS Milano pubblica periodicamente i report sull’andamento delle malattie infettive nel territorio di propria competenza. Il Report Malattie Infettive 2026 – I semestre è stato pubblicato e aggiornato il 10 agosto. Secondo i dati riportati nel report, nel primo semestre del 2026 i casi di legionellosi nell’intero territorio di ATS Milano sono stati 165. Il dato, però, non è suddiviso per singolo Comune e quindi non permette di ricavare quanti siano i casi registrati a Corsico (anche perchè i dati sono precedenti). Il confronto con gli anni scorsi restituisce comunque un quadro di una presenza tutt’altro che occasionale del batterio: nel territorio di ATS Milano erano stati registrati 532 casi nel 2025, 486 nel 2024 e 402 nel 2023. Numeri territoriali che vanno letti con cautela, perché comprendono un’area molto ampia e non possono essere utilizzati per stabilire automaticamente una relazione con i due episodi corsichesi.
Come avviene il contagio
La Legionella è un batterio che può proliferare negli impianti idrici e la legionellosi non si trasmette normalmente da persona a persona. L’infezione avviene principalmente attraverso l’inalazione di minuscole goccioline d’acqua contaminate, cioè aerosol che possono essere prodotti, per esempio, da docce, rubinetti o altri dispositivi che nebulizzano acqua. Anche l’ordinanza adottata dal Comune di Corsico nel 2024 ricorda che la malattia viene generalmente contratta attraverso l’inalazione di aerosol contaminato e non bevendo l’acqua potabile. Per questo la prevenzione passa soprattutto dalla corretta manutenzione degli impianti, dalla pulizia dei terminali dell’impianto idrico, come rompigetto e soffioni delle docce, e dall’attenzione agli impianti condominiali.
La situazione di Corsico, dunque, è al momento questa: due casi accertati, verifiche in corso nelle abitazioni dei pazienti e nessuna comunicazione ufficiale che certifichi un focolaio o un’origine comune dell’infezione. Saranno gli esiti dei campionamenti e degli accertamenti di ATS a stabilire se tra i due episodi esista effettivamente un collegamento. Fino ad allora, più che l’allarme, resta soprattutto la necessità di attenzione e corretta prevenzione. Da parte di tutti.














