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Premiato per il terzo anno consecutivo: l’Humanitas di Rozzano è tra i migliori 3 ospedali d’Italia

Il riconoscimento assegnato a strutture che “hanno saputo migliorare l’accesso ai servizi offerto e la qualità dell’assistenza, garantendo ai cittadini cure sempre più personalizzate ed efficaci”

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Sono stati premiati i migliori. Il motivo? Hanno raggiunto livelli alti o molto alti in quasi tutte le otto aree cliniche di riferimento. Sono tre: l’Humanitas di Rozzano, il Careggi di Firenze e l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche di Ancona. Si tratta di due ospedali universitari pubblici e uno privato, che fa anche ricerca ad altissimi livelli. È il risultato dell’indagine Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali 2024, reso pubblico questa mattina.

Migliorare l’accesso ai servizi

I premi Agenas sono riconoscimenti assegnati dall’Agenzia alle strutture sanitarie che, mediante l’ausilio delle nuove tecnologie, hanno saputo migliorare l’accesso ai servizi offerto e la qualità dell’assistenza, garantendo ai cittadini cure sempre più personalizzate ed efficaci. Il report ha valutato le performance di 1.363 ospedali pubblici e privati, in base a 205 indicatori. Per esempio, un caso analizzato è stato quello delle fratture del femore operate entro le 48 ore, cosa che permette al paziente di recuperare l’autonomia, riducendo il rischio di complicanze, allettamento e infezioni. Orbene, i pazienti operati per frattura del femore nel 2023 sono stati 95.808 (1.200 in più rispetto al 2022) e quelli operati tempestivamente sono passati dal 53% al 59%. In queso ambito, quasi tutti gli ospedali però sono sotto la soglia del 60%, in particolare in Calabria, Liguria, Basilicata, Umbria. Molise e Sardegna.

Le contraddizioni del Centro-sud

Ma nel Centro-sud si trovano anche 4 tra le 5 delle strutture migliori: l’Ospedale Umberto I a Siracusa, il Monopoli (Ba), il Pertini di Roma e il San Giovanni di Dio di Agrigento, che si aggiungono all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo. “Ma l’obiettivo, – ha precisato Mantoan, presidente della Agenas, – “non è dare premi o penalità ma spingere verso il miglioramento dell’assistenza”. Il trst si è soffermato sulle le performance di ospedali pubblici e privati, in sette aree cliniche principali: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, nefrologia, gravidanza e parto, osteomuscolare. L’Humanitas, per il terzo anno consecutivo si è confermato ospedale di eccellenza e otto aree su quelle monitorate hanno livelli altissimi.

La qualità alta convive con la bassa

La fotografia scattata da Agenas mostra che dal punto di vista delle prestazioni, nella maggior parte degli ospedali “convivono aree di qualità alta o molto alta con aree di qualità bassa”. Gli interventi oncologici, per esempio, si distribuiscono in strutture con volumi di attività troppo bassi per garantire le migliori esperienze e tecnologie, in particolare per il tumore del pancreas. E lo stesso vale per l’area materno infantile, con un punto nascita su tre che non supera la soglia di 500 parti l’anno, considerato lo standard minimo di sicurezza.

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