
Nel Sud Ovest milanese le piccole e medie imprese resistono, ma lo fanno in un contesto sempre più complesso. Tra costi in aumento, mercati instabili e difficoltà a trovare personale qualificato, il quadro che emerge dall’intervento della presidente di A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie, Luciana Ciceri, in occasione del Primo Maggio, è quello di un sistema produttivo sotto pressione. I numeri aiutano a capire la portata delle difficoltà. Solo il 12% delle imprese associate nel territorio riesce oggi a programmare nuovi investimenti strutturali, segno di un’incertezza che frena la crescita e condiziona le scelte strategiche. Allo stesso tempo, oltre il 18% delle aziende guarda a nuovi mercati, soprattutto all’interno dell’Unione Europea, nel tentativo di trovare sbocchi più stabili e affidabili.
Non si tratta solo di espansione commerciale. Sempre più imprese stanno ripensando la propria supply chain, privilegiando fornitori europei per ridurre i rischi legati a ritardi e interruzioni. Una scelta dettata dalla necessità di garantire continuità produttiva in uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche e instabilità. Accanto ai costi e ai mercati, pesa però anche il nodo delle competenze. Le aziende segnalano crescenti difficoltà nell’inserire personale qualificato, un fattore che incide direttamente sulla capacità di innovare e, di conseguenza, sulla propensione a investire.
In questo contesto, la sicurezza sul lavoro assume un ruolo sempre più centrale, non solo come obbligo ma come leva strategica per la competitività. I dati nazionali lo confermano: nel 2025 le denunce di infortunio all’INAIL sono salite a 516.839, in aumento dell’1% rispetto all’anno precedente. «Non possiamo rassegnarci», sottolinea Ciceri, richiamando la necessità di una responsabilità condivisa e di una cultura della prevenzione sempre più radicata nelle imprese.
Nel giorno della Festa dei lavoratori, il messaggio che arriva dal tessuto produttivo del Sud Ovest milanese è chiaro: senza condizioni più favorevoli, regole certe e investimenti sulle competenze, il rischio è che la crescita resti ferma. E con essa, anche le opportunità per il territorio.













