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“Mamma voglio morire”. La frase choc è stata pronunciata, prima di tentare il suicidio da una ragazzina di 11 anni di Cesano Boscone

La madre si rivolge ai carabinieri e denuncia: mia figlia è stata bullizzata a scuola e nessuno interviene

bullismo
(foto di repertorio)

“Mamma voglio morire”. La frase choc è stata pronunciata da una ragazzina di 11 anni di Cesano Boscone. L’ha rivolta alla mamma, al culmine di una crisi scoppiata un pomeriggio di qualche settimana fa, subito dopo il ritorno da scuola. La chiameremo Francesca, per tutelare la sua privacy e quella della sua famiglia. Frequenta la prima media della scuola di via Bramante all’Istituto Omnicomprensivo Alessandrini. “Mia figlia è stata bullizzata dai suoi compagni di classe e nessuno ha alzato un dito per tutelarla”, denuncia oggi la madre.

La denuncia non è solo verbale. È stata dettagliata in un esposto rilasciato ai carabinieri di Cesano Boscone cui la donna si è rivolta per chiedere aiuto. È un preciso atto di accusa. I genitori di Francesca si sono separati sette anni fa, ma tra di loro i rapporti sono buoni, tanto che non hanno avuto bisogno di tribunali e sentenze per regolarizzare la loro separazione. La ragazzina, sino a sei mesi fa viveva sufficientemente serena, così come molte sue coetanee. “Da dicembre – racconta ai militari la madre – ho iniziato a notare dei cambiamenti nel suo comportamento: si chiudeva sempre più spesso in camera sua e lì rimaneva per ore da sola”. Dallo stesso periodo, il rendimento scolastico è calato.

Una crisi di crescita? Così pensava e sperava la madre. Sino a quando non ha notato sulle braccia della figlia dei tagli. Erano auto lesionistici. Negli stessi mesi sono cominciati gli attacchi di panico. Sempre più frequenti. E, soprattutto, durante e dopo l’orario di scuola. Chiesto l’intervento dello psicologo della scuola, quest’ultimo avrebbe lanciato un primo allarme sulla gravità della situazione. Si è andati avanti così per un paio di settimane. Sino a quando, giovedì scorso, 29 maggio, Francesca non ha tentato di uccidersi.

Si trovava a casa della nonna a Milano. Si è seduta sul bordo della finestra del bagno con le gambe a penzoloni. È stata la nonna a salvarla. Ad afferrarla e a tirarla dentro. Una volta raggiunta la figlia, la madre l’ha trasportata alla clinica De Marchi dove la ragazza è stata ricoverata sino a ieri, giovedì 5 giugno, tenuta sotto stretta sorveglianza dal personale medico psichiatrico. Qui, finalmente, Francesca si è aperta e ha raccontato l’origine del suo tormento: un gruppetto di compagni di scuola che l’hanno bullizzata. “Sei brutta, cicciona e grassa”, il giudizio più amichevole.

Ha anche raccontato di non essere l’unica a subire questo trattamento. Ci sarebbe un’altra ragazza additata come “anoressica” poi emarginata proprio come Francesca. Al momento, la ragazzina non ha fatto i nomi dei bulletti, ma da una decina di giorni non frequenta più la scuola. E probabilmente non la frequenterà più, vista l’intenzione della madre di iscriverla, per l’anno prossimo, a un altro istituto. La donna ha chiesto ai responsabili dell’Alessandrini di intervenire – ieri l’ultimo incontro con una dirigente -, ma, a suo dire, non avrebbe trovato la disponibilità che si aspettava (in segreteria le avrebbero addirittura negato di fare le fotocopie della denuncia presentata ai carabinieri, che avrebbe voluto lasciare alla dirigente). “Si riempiono la bocca di contrasto al bullismo – racconta a pocketnews.it – poi quando il bullismo è sotto i loro occhi fanno finta di non vedere”.

Un’accusa terribile, soprattutto se indirizzata a personale scolastico. Se fosse vera, non sarebbe il primo caso e nemmeno l’ultimo. Il foglio di dimissioni del De Marchi parla di “ansia sociale nelle dinamiche di gruppo” di sentimenti di inadeguatezza” di “pensieri dismorfici peggiorati in seguito al verificarsi di alcuni episodi di bullismo scolastico”. Che, scavando scavando, sarebbero cominciati già dalle elementari. All’inizio erano sporadici e senza alcuna conseguenza, poi negli ultimi tempi si sarebbero trasformati in un vero inferno. Un inferno dal quale Francesca ha tentato di fuggire, imboccando la via sbagliata. Ha bisogno di aiuto e, soprattutto, che i suoi compagni (o presunti tali), smettano di giudicarla.

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