venerdì - 14 Maggio 2021
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Le motivazioni della condanna dell’uomo che aveva minacciato di gettare nel vuoto i suoi tre figli

Durissime le parole sottoscritte dal giudice Anna Magelli, pubblicate oggi: “non ha mai ammesso le proprie responsabilità”

Rozzano_minaccia_gettare_figli_nel_vuotoLa condanna era arrivata puntuale lo scorso gennaio: sei anni di carcere all’ex postino di Rozzano che aveva minacciato di gettare nel vuoto i suoi tre figli. Oggi sono arrivate le motivazioni di una sentenza così pesante. Secondo il giudice Anna Magelli, si è trattato di “eccezionale gravità di reato”. Non Solo. Il magistrato ha anche sottolineato “il comportamento processuale tenuto dall’imputato, il quale non ha mai ammesso le proprie responsabilità, cercando anzi di minimizzare il disvalore delle condotte tenute”.

banner-Ama-RozzanoFrasi contenute nelle motivazioni della condanna a 6 anni di carcere in abbreviato per Alessandro A., l’ex postino 43enne che lo scorso giugno a Rozzano aveva minacciato di gettare nel vuoto i suoi tre figli di di 5, 6 e 8 anni. Il giudice non ha concesso le attenuanti generiche, condannando l’uomo a una pena più pesante di quella richiesta dal pm Ilaria Perinu, titolare dell’indagine che aveva chiesto una pena a 4 anni di carcere.

L’ex postino è ancora indagato in un filone dell’inchiesta che era stato stralciato, perché la stessa sera avrebbe somministrato psicofarmaci e droga ai figli. Un aspetto che non è sfuggito al gup Magelli che nelle motivazioni ha scritto: “Dopo avere esercitato un’evidente pressione psicologica sui tre bambini affinché assecondassero le sue azioni lo stesso ha lasciato che i minori assumessero farmaci e stupefacenti, atti a impedire qualunque forma di libertà o di ribellione degli stessi”.

Il dramma, nell’appartamento di via Stelle Alpine, al civico 17, nel quartiere Aler di Rozzano, all’interno del quale si era barricato il 43enne. L’uomo era stato convinto dal sindaco Gianni ferretti a desistere dai suoi propositi. Aveva poi reso dichiarazioni e aveva aveva spiegato di avere voluto compiere un “gesto dimostrativo” spinto dalla “esasperazione” della sua situazione.

Da quanto è emerso nell’inchiesta, l’ex postino viveva da solo con i tre figli da circa 5 anni e mezzo e un paio di settimane prima del suo folle gesto il Tribunale di Pavia aveva emesso un provvedimento per l’affidamento dei bimbi a una comunità. Nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2020, si era barricato in casa minacciando di gettare i figli nel vuoto dal balcone del suo appartamento. Aveva anche scagliato alcuni oggetti contro le forze dell’ordine che erano intervenute. Alla fine, dopo estenuanti ore di tensione, si era arreso.

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