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Il figlio di un oligarga russo amico di Putin evase da Basiglio, i carabinieri hanno arrestato l’organizzatore della fuga

La vicenda riguarda Artem Uss: arrestato nel 2022 a Malpensa su un mandato degli Stati Uniti era riuscito a fuggire grazie a un rocambolesco piano di fuga

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Storie di spionaggio e controspionaggio. Con base a Basiglio, al confine con Rozzano, e diramazioni in Russia, Svizzera e Stati Uniti d’America, degne del miglior Ken Follet o Le Carrè, dipende dai gusti. Solo che qui non si tratta di fantasia. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Milano nelle scorse ore hanno arresto un russo, residente in Svizzera, ritenuto uno dei promotori ed organizzatori della fuga di Uss Artem dall’Italia, avvenuta il 22 marzo 2023.

Chi è il figgitivo

Artem è un uomo d’affari, figlio di un oligarca putiniano. È riuscito a fuggire grazie ad almeno cinque complici. Era stato arrestato nel 2022 a Malpensa su un mandato degli Stati Uniti.  Su di lui pendeva una taglia da 7 milioni. Era accusato di associazione criminale per frode ai danni dello Stato; associazione criminale per violazione dell’International Econormic Power; associazione criminale per la commissione di frode bancaria; associazione in riciclaggio di denaro, reati puniti con pene fino a 30 anni di reclusione.

Il commando

Gli arresti delle scorse ore sono stati decisi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano. L’accusa, in questo caso, è di procurata evasione in concorso, con l’aggravante del reato transnazionale. Artem Uss è figlio del governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk, molto vicino a Putin. Era riuscito a scappare lo scorso 22 marzo da Basiglio, dove era ai domiciliari in attesa di essere estradato negli Stati Uniti. Nel mirino, oltre ad Artem c’erano altre 5 persone, le stesse che gli hanno consentito materialmente la fuga (una delle quali dovrebbe essere il soggetto finito in manette). Due dei componenti il commando sono stati catturati nei rispettivi Paesi di origine e consegnati all’Italia. Entrambi sono rinchiusi in una cella del carcere di Opera. Un terzo presunto complice, italiano di origine bosniaca, dal dicembre 2023, si trova agli arresti domiciliari.

La Cascina Vione a Basiglio

Quella di Artem Uss è stata una fuga rocambolesca degna delle migliori spy stories con tanto di braccialetto elettronico “hackerato” e auto cambiate durante il percorso sino alla frontiera slovena. L’inchiesta del pm Giovanni Tarzia insieme ai carabinieri ha ricostruito anche una serie di sopralluoghi avvenuti nei mesi precedenti all’evasione per mettere a punto il piano di fuga, e una rete di fiancheggiatori di diverse nazionalità. Un gruppo “coperto” come di addice a operazioni di questo tipo. Sino al 22 marzo, quando Uss è stato prelevato da un appartamento di Cascina Vione a Basiglio, dove era ai domiciliari, e portato via.

Livello superiore

L’uomo arrestato nelle scorse ore rappresenta secondo gli inquirenti un personaggio di livello superiore rispetto ai primi arrestati. Sarebbe “l’ufficiale di collegamento” tra chi ha dato l’ordine in Russia, presumibilmente il padre del giovane, e la banda che poi ha eseguito materialmente l’esfiltrazione. Su di lui sono emerse prove che lo indicano come “agente operativo”. E che non sia un signor nessuno lo dimostra il fatto che risuta essere il co – fondatore del gruppo Pravo.ru, proprietario dell’omonimo sistema di giustizia elettronica che fornisce assistenza ai siti web dei tribunali russi. Si tratta di una struttura registra anche una importante presenza nel sistema mediatico online russo specializzato in giornalismo legale (cosa ci sia di legale in Russia è ancora tutto da dimostrare ndr). Se non bastasse risulta anche essere compartecipe in numerose aziende russe unitamente a esponenti della famiglia Uss, anche con incarichi dirigenziali di vertice.

La spia aristocratica

Il quadro tracciato dagli inquirenti è affascinante. L’uomo apparterrebbe all’aristocrazia russa. Discendente di un Granduca della Georgia, è coniugato con una facoltosa donna russa con la quale risulta gestire numerosi asset aziendali e societari di rilevanza internazionale, in una parte dei quali sono coinvolti gli esponenti della famiglia Uss, compresa una importante struttura turistica di lusso in Sardegna, riconducibile alla stessa donna e alla famiglia di Uss. Nelle prossime ore l’arrestato sarà sottoposto a interrogatorio dall’Autorità giudiziaria italiana.

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