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Megacentrale elettrica a Lacchiarella, Terna dice no a Zibido: «La richiesta di spostarla è inaccoglibile»

La società respinge la richiesta del Comune: la nuova infrastruttura sorgerà a Lacchiarella e interesserà anche l’area di Badile. L’amministrazione: «Vogliamo capire perché è stata esclusa l’alternativa con il punteggio ambientale più favorevole»

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Terna non cambia posizione: la nuova centrale elettrica “Lacchiarella Ovest” resta dove è stata progettata, in un’area che coinvolgerà anche il territorio della frazione di Badile, a Zibido San Giacomo. La società ha respinto la richiesta dell’amministrazione comunale di individuare una localizzazione alternativa, definendola «inaccoglibile e non idonea». La risposta è arrivata dopo mesi di attesa e attraverso una lettera di cinque pagine con cui Terna ha replicato alle osservazioni presentate formalmente dal Comune. Un passaggio che segna un nuovo capitolo nella vicenda della grande infrastruttura elettrica destinata a servire il crescente fabbisogno energetico dell’area, legato anche allo sviluppo dei grandi data center. La questione interessa da vicino gli abitanti di Badile, dove il progetto avrà una ricaduta territoriale, e più in generale una comunità che nei mesi scorsi aveva espresso le proprie preoccupazioni anche attraverso un’assemblea pubblica e una raccolta firme trasmessa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Terna: opera di interesse statale

Nella sua risposta, Terna ribadisce un punto decisivo: la centrale rientra tra le opere di preminente interesse statale previste dal decreto legislativo 239 del 2003. L’autorizzazione rilasciata dal MASE, secondo quanto richiamato dalla società, produce automaticamente anche l’effetto di variante urbanistica e sostituisce ogni altro nulla osta locale. In altre parole, il Comune può esprimere osservazioni, contestare aspetti del progetto e chiedere modifiche o mitigazioni, ma non dispone di un potere di veto sull’opera. Terna ha comunque confermato la disponibilità a confrontarsi con l’amministrazione sulle misure di mitigazione da adottare per ridurre l’impatto dell’infrastruttura sul territorio. È proprio su questo terreno che il Comune di Zibido San Giacomo intende ora proseguire la propria battaglia.

Il Comune: «Vogliamo capire perché è stata esclusa l’alternativa»

La sindaca Sonia Belloli prende atto della risposta, ma annuncia ulteriori verifiche da parte dei tecnici e dei legali dell’amministrazione. Il nodo principale riguarda una delle alternative prese in considerazione durante la fase di valutazione. Secondo il Comune, quella soluzione avrebbe ottenuto il punteggio ambientale più favorevole tra le sei ipotesi esaminate, ma sarebbe stata esclusa per una ragione che l’amministrazione considera non sufficientemente chiara. «Chiediamo di conoscere la natura e la definitività del progetto di terzi che ha determinato l’esclusione dell’unica soluzione alternativa con il punteggio ambientale più favorevole», spiega la sindaca, sottolineando che si tratterebbe dell’unica esclusione non motivata, a giudizio dell’amministrazione, da criteri tecnici o ambientali. Da qui la richiesta di avere tutta la documentazione analitica relativa ai punteggi attribuiti alle sei ipotesi e una descrizione più dettagliata dei rischi tecnici associati all’area alternativa proposta dal Comune.

La battaglia si sposta sulle compensazioni

Se la localizzazione dell’opera appare ormai difficilmente modificabile, l’amministrazione vuole però giocare fino in fondo la partita delle compensazioni e delle mitigazioni ambientali. Il vicesindaco Anita Temellini rivendica il diritto del territorio a negoziare con il proponente gli interventi necessari a compensare l’impatto della nuova infrastruttura. «Non si tratta di un atto di buona volontà di Terna, ma di un diritto della nostra comunità che intendiamo esercitare con la massima determinazione», sottolinea. La posizione del Comune, quindi, non si esaurisce nel no alla localizzazione. L’obiettivo è ottenere garanzie precise sugli interventi che dovranno accompagnare la realizzazione della centrale e verificare che ogni impegno venga effettivamente trasformato in opere concrete a beneficio del territorio.

Una partita che riguarda soprattutto Badile

Per gli abitanti di Badile, la vicenda assume una particolare rilevanza perché una parte dell’infrastruttura ricadrà sul territorio della frazione. L’amministrazione assicura che continuerà a seguire l’iter mantenendo il confronto con i cittadini, la Città Metropolitana e gli altri soggetti istituzionali coinvolti. Il Comune, dunque, non considera chiusa la partita. La richiesta di spostare la centrale è stata respinta, ma ora l’amministrazione vuole vederci chiaro sulle valutazioni che hanno portato alla scelta dell’area e ottenere il massimo sul fronte delle mitigazioni e delle compensazioni. La domanda più delicata resta quella sull’alternativa considerata ambientalmente più favorevole: perché è stata esclusa e quale sia, esattamente, il progetto di terzi che ne avrebbe impedito la realizzazione. Su questo punto il Comune ha annunciato di voler acquisire tutta la documentazione e sottoporre la vicenda all’esame dei propri tecnici e legali.

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