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Data center, il Governo accelera su Settimo e Cusago: scoppia il caso politico in Lombardia

Via libera al programma da 4 miliardi di Equinix con la dichiarazione di  interesse strategico nazionale. Possibile la nomina di un commissario  straordinario. Il M5S attacca: «Scavalcata la Regione». Interrogazione a Fontana.

datacenter-equinix

 

La notizia non è tanto l’investimento (che è importante), ma lo scontro  istituzionale che riaccende il dibattito sui data center in Lombardia: da una parte il Governo che accelera, dall’altra le critiche politiche sulla gestione commissariale e sul ruolo della Regione. Nel mezzo ci sono comuni che vedono passare sulla loro testa decisioni così importanti pèer il loro futuro. Il Consiglio dei ministri, su proposta del  ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha dichiarato di  preminente interesse strategico nazionale il programma di investimenti di Equinix, che prevede la realizzazione di sette nuovi data center tra Settimo Milanese e Cusago.

La decisione consente, qualora necessario, la nomina di un commissario straordinario d’intesa con Regione Lombardia, con il compito di velocizzare l’iter autorizzativo anche attraverso deroghe alle procedure amministrative ordinarie che non tengano conto delle richieste dgli enti locali. Si tratta della stessa procedura già adottata nei mesi scorsi per altri tre campus di EdgeConneX destinati alla Lombardia. Con quest’ultimo provvedimento salgono così a dieci i data center qualificati come opere di interesse strategico nazionale in una regione che ospita già circa 70  strutture di questo tipo.

Sul fronte economico, il progetto Equinix vale 4 miliardi di euro di  investimenti diretti tra il 2026 e il 2033. Secondo Palazzo Chigi,  l’iniziativa genererà inoltre oltre 5 miliardi di euro di produzione  economica aggiuntiva, con circa 2,2 miliardi di valore aggiunto nella  fase di costruzione e altri 1,4 miliardi durante quella operativa. I nuovi impianti saranno progettati per ospitare servizi di colocation e  connettività, ma anche infrastrutture dedicate ai grandi operatori  internazionali e ai carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale. Il  piano prevede sistemi ad alta efficienza energetica, il recupero del  calore prodotto dagli impianti e l’alimentazione attraverso fonti  rinnovabili. Sul fronte occupazionale sono stimati circa 1.500 addetti  durante la costruzione e oltre 500 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotta una volta completate le opere.

La decisione del Governo ha però immediatamente alimentato il confronto  politico in ambito regionale. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Nicola Di Marco, parla di un esecutivo che «scavalca Regione Lombardia,  cancellandone di fatto ogni forma di autonomia», contestando in  particolare la possibilità di nominare un commissario straordinario per la realizzazione dei sette data center. Di Marco annuncia inoltre un’interrogazione al presidente Fontana per chiedere chiarimenti sui rapporti tra la programmazione regionale e la decisione del Consiglio dei ministri, ma anche sulle ricadute delle nuove infrastrutture sulla rete elettrica lombarda, alla luce dei blackout registrati durante l’estate.

Non solo. Con la decisione di dichiarare i datacenter “di preminente interesse strategico” tutte le domande di residenti, amministratori locale, associazioni ambientaliste, società civile, rimarranno senza risposta.

 

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