
La questione potrebbe esplodere all’improvviso. Si tratta della gestione del campo sportivo di viale Liberazione, 17, a Corsico sede sino a qualche tempo fa dei Red Devils. Perché potrebbe esplodere? Perché la convenzione stipulata nove anni fa con l’attuale gestore sta per scadere e se non fosse rinnovata, prorogata o affidata a terzi mediante un nuovo appalto, dal prossimo settembre la struttura rischia di rimanere chiusa con buona pace del centinaio di ragazzi e delle loro famiglie che ancora la frequentano.
Periodo d’oro
Sulla vicenda ci sono alcuni aspetti che lasciano perplessi. I Red Devils hanno vissuto pre Covid un periodo d’oro. Collaborazione con la scuola calcio Milan, decine di squadre, dai pulcini ai ragazzi della prima squadra, centinaia di iscritti, famiglie e parenti, frequentavano l’impianto che sorge al confine con il comune di Cesano Boscone. Dodici calciatori finiti nelle giovanili del Milan (l’ultimo è un ragazzo di origini indiane, Nirash, residente a Corsico, che debutterà nelle prossime settimane nella Primavera della squadra rossonera) sono il fiore all’occhiello sportivo. Non si contano poi le iniziative nel sociale con percorsi ad hoc studiati per ragazzi autistici o con disabilità. Un giovane sordomuto svezzato in viale Liberazione come terzino viene costantemente convocato dalla nazionale con quella disabilità.
I debiti e le pressioni
I problemi sono iniziati poco prima che tutti fossimo travolti dal Covid. I rumors parlavano di grosse difficoltà economiche del presidente, Fabio Durante, ex avvocato. C’è chi sussurra di ordini di attrezzature per oltre 20mila euro inevasi, di affitti non pagati al Comune, di stipendi non corrisposti a tecnici e giocatori, di bollette di gas e luce insolute, di minacce nei confronti dello stesso Durante, invitato più volte a “passare la mano” a imprenditori locali forse di dubbia moralità. Già in passato lo stesso Durante, aveva smentito categoricamente le voci, definendole “diffamatorie” e “messe in giro ad arte”.
L’abbandono
Di certo, però, c’è che per un lungo periodo (che dura ancora oggi) la prima squadra che ha cambiato nome (da Red Devils a Corsico 1908) ha disputato le proprie gare interne prima alla Barona, poi ospite della Frog. Nel 2021 il campo sportivo sembrava abbandonato. Il silenzio era calato sull’impianto: la manutenzione del campo di gioco non era stata effettuata, spalti, vialetti e spogliatoi erano abbandonati. Sul sito della federazione gioco calcio risultava che la Red Devils Corsico era “inattiva”.
Nuvole all’orizzonte
Irrintracciabile, almeno telefonicamente, sembrava essere anche Fabio Durante. La sua gestione, pareva aver ricevuto il colpo di grazia dalla pandemia e dai due anni circa in cui l’attività è stata praticamente sospesa. Dopo un articolo pubblicato su pocketnews.it era intervenuto l’assessore allo sport del comune di Corsico Francesco Di Stefano che aveva incontrato i responsabili della società. Da allora l’attività è ripresa, lentamente ma è ripresa. Certo non con i numeri pre pandemia ma con uno zoccolo duro formato da un’ottantina di ragazzi dai 5 ai 12 anni e dalle loro famiglie. Famiglie e ragazzi sull’orizzonte dei quali si stanno addensando nuvole che potrebbero essere preludio di un temporale.
Il debito residuo
La questione, infatti, è tornata d’attualità perché il prossimo giugno scade la convenzione sottoscritta nove anni fa tra il comune di Corsico e il gruppo diretto da Fabio Durante che sembra aver superato le difficoltà economiche che affliggevano la società. Con qualche eccezione. La più importante – l’unica, secondo lo stesso presidente – riguarda un debito residuo di circa settemila euro per affitti non pagati (compresi gli interessi passivi addebitati dalla ragioneria) nei confronti del Comune, dovuto al periodo pandemico durante il quale ogni attività era stata sospesa.
La trattativa
Da via Roma avrebbero chiesto a Durante di rinnovare la convenzione per altri nove anni. Troppi, secondo l’ex avvocato che avrebbe rilanciato chiedendo una proroga di soli due anni, durante i quali si sarebbe impegnato a regolarizzare la posizione della società nei confronti del Comune. Dal municipio nicchierebbero per due motivi, preferirebbero affidare la gestione per un periodo più lungo e perché un vecchio piano di rientro non sarebbe stato rispettato da Durante e company. Il presidente non ci sta e ricorda l’attività sociale che il suo gruppo ha garantito per tanti anni sul territorio, le spese sostenute per adeguare l’impianto elettrico della struttura (non a norma al momento dell’affidamento), i soldi spesi per l’accatastamento dell’area che era censita come campo agricolo e non come area a servizi.
Gli interessi passivi
Il dare-avere in realtà potrebbe non essere così sbilanciato. In ogni comune d’Italia e del milanese in particolare, le amministrazioni locali sostengono le attività delle società sportive: svolgono una funzione sociale importante. Invece nel caso dei Red Devils – sempre secondo Durante – sarebbero stati addebitati anche gli interessi passivi sui canoni del periodo in cui l’impianto, causa Covid, è stato chiuso. Ma non è questa la questione più importante. Quel che conta è che questa trattativa giunga presto a una conclusione in modo che ragazzi e famiglie sappiano con buon anticipo chi si occuperà della loro attività sportiva. Se dovesse fallire, il Comune dovrà correre per bandire un nuovo appalto, verificare i concorrenti, assegnarlo. E non è detto che la corsa termini prima della prossima stagione.













