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Corsico, lettera aperta dal quartiere Burgo sulle puzze dell’ex Masotina: non possiamo più vivere così

ex masotinaRiceviamo e pubblichiamo:

Caro direttore, ho letto con attenzione l’articolo pubblicato ieri sul suo giornale e mi auguro di tutto cuore che il prossimo che duri nel tempo. Abito al quartiere Burgo nelle immediate vicinanze di via Archimede e dell’area i ex Masotina, oggi Sinextra. Le scrivo questa lettera aperta perché sono ormai esausto: da anni, e ancora prima e dopo questa estate, io e gli altri abitanti del quartiere siamo costretti a respirare odori nauseabondi, irrespirabili, che rendono insopportabile uscire, aprire una finestra, far stare i bambini in casa o godersi un pasto.

Noi residenti abbiamo collaborato con Arpa e con il Comune per raccogliere dati reali. Abbiamo usato le nostre segnalazioni – segnali soggettivi – mescolate ai dati rilevati da centraline meteo che monitorano vento, correnti d’aria, momenti in cui l’odore è presente (soprattutto quando siamo “sottovento” alla fabbrica). Il risultato è chiaro: il disturbo olfattivo è quasi 500% oltre il limite legale massimo di tollerabilità (2%), stabilito dalla legge regionale. E’ stato certificato da Arpa.

Non si tratta di “fastidi occasionali” o di un problema di poco conto: è diventata la nostra normalità quotidiana. Le nostre case, le nostre strade, i nostri balconi sono invasi dagli odori. Il rilassamento, il gusto delle cose semplici, il poter aprire una finestra… sono diventati un lusso.

In previsione del tavolo tecnico del 7 ottobre, chiediamo azioni concrete, non solo promesse:

  1. Interventi immediati da parte di Sinextra: mitigazione delle emissioni mediante filtri, captazione o abbattimento degli odori, revisione dei processi produttivi che generano i cattivi odori, monitoraggi orari con dati accessibili ai cittadini.
  2. Massima trasparenza su tutto ciò che riguarda le autorizzazioni ambientali: che i documenti rilasciati da Città Metropolitana, Regione o altri enti siano resi noti in modo chiaro e comprensibile, con i dati attuali e con il confronto con i limiti di legge.
  3. Controlli rigidi e sanzioni se non verranno adottate soluzioni efficaci: siamo pronti a chiedere che si modifichino le autorizzazioni, che vengano inserite clausole di revoca o limitazioni, se necessario.
  4. Tavolo di confronto operativo (come previsto) che porti frutti concreti: non più incontri solo formali, ma tempistiche e scadenze certe, con responsabilità chiare per gli attori coinvolti.
  5. Coinvolgimento dei cittadini: continuare e ampliare il ruolo delle “sentinelle olfattive”, rendere pubblico il sistema di segnalazione, far partecipare tecnici indipendenti nelle fasi di verifica.

Comprendo che Sinextra svolge una funzione importante nel ciclo del riciclo dei materiali plastici, servizio utile per l’ambiente, ma non può essere a discapito di decine o centinaia di famiglie. Il diritto a un ambiente vivibile, a un’aria che non soffoca, a una casa dove la puzza non sovrasti ogni cosa è un diritto inderogabile.

Chiedo di considerare questa lettera come un appello urgente alla responsabilità. Il tempo è scaduto: non voglio più convivere con odori tossici, non voglio più le nostre vite, la mia e qella delle mia famiglia (così come la vit delle famiglie che popolano il quartiere Burbo) siano compromesse da emissioni che superano di cinque volte i limiti di legge. Tutti attendiamo risposte chiare, entro tempi certi, che non siano solo discorsi, ma fatti.

Con rispetto e speranza

Massimiliano M.

 

1 commento

  1. Ecco la soluzione: cessazione attività con un bel falò, di cui nessuno sarà responsabile e perdita dei posti di lavoro.
    Solo in Italia accadono queste cose e i responsabili restano impuniti.

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