
Testo delle 7,30 del 12 luglio
Una vita all’apparenza normale, scandita dal lavoro, da qualche viaggio e da una quotidianità senza particolari eccessi. È il ritratto che emerge di Alessio Borelli, il 41enne trovato morto nel tardo pomeriggio di ieri nel suo appartamento all’ottavo piano di via Parini 11, a Corsico. Un’immagine che contrasta con la scena che i vigili del fuoco si sono trovati davanti dopo essere entrati dalla finestra dell’alloggio, chiuso dall’esterno: il corpo era in avanzato stato di decomposizione e l’appartamento completamente a soqquadro. A dare l’allarme sono stati i vicini di casa, insospettiti dal forte odore che da giorni proveniva dall’abitazione. Quando i soccorritori sono riusciti a entrare, ogni speranza era ormai svanita.
Chi lo conosceva fatica a spiegarsi quanto accaduto. «Era una persona tranquilla e cordiale», raccontano alcuni residenti del condominio. Borelli viveva da solo in quell’appartamento preso in affitto e lavorava come addetto al call center di una multinazionale specializzata nei servizi di telecomunicazioni con sede in via Caboto, a poca distanza dalla sua abitazione. Anche il suo profilo Facebook restituisce l’immagine di un uomo riservato. Qualche amico, qualche fotografia. Tra gli ultimi ricordi pubblicati spiccano alcune immagini di un viaggio a Barcellona, con la visita alla Sagrada Familia, fotografie di cene al ristorante e qualche altro spostamento. Nessun riferimento a una vita sopra le righe. Tra i pochi post condivisi compare anche un intervento sul disegno di legge Zan, dedicato al contrasto dell’omotransfobia, della misoginia e delle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità.
Dietro quell’apparente normalità, però, c’era anche un passato giudiziario. Borelli aveva piccoli precedenti per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Circa dieci anni fa era stato arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito di un’indagine sulla vendita di sostanze utilizzate durante i cosiddetti incontri di “chemsex”. Un passato che ora gli investigatori stanno valutando insieme alle sue frequentazioni più recenti, senza escludere alcuna pista. Restano ancora molti i punti da chiarire sulla sua morte. Sul corpo il medico legale ha riscontrato diverse ferite da arma da taglio all’addome. Accanto al cadavere è stata trovata quella che potrebbe essere l’arma del delitto, un coltello con la lama sporca di sangue. Gli accertamenti dovranno stabilire se quelle ferite siano state la causa del decesso oppure se abbiano preceduto o seguito un’altra forma di aggressione.
Un elemento che gli investigatori considerano con particolare attenzione riguarda infatti alcuni segni rilevati sul collo della vittima, compatibili, secondo i primi riscontri, con un possibile strangolamento. Sarà l’autopsia a stabilire l’esatta causa della morte e a ricostruire la dinamica dell’aggressione. L’appartamento era completamente a soqquadro e la porta risultava chiusa dall’esterno. Un particolare che lascia ipotizzare che chi ha ucciso Borelli sia uscito dall’abitazione richiudendola, circostanza che potrebbe indicare la disponibilità delle chiavi o comunque la possibilità di chiudere la porta dall’esterno. Anche questo aspetto è al vaglio dei carabinieri.
Le condizioni del corpo fanno ritenere che il delitto risalga a diversi giorni prima del ritrovamento. Alcuni residenti hanno riferito agli investigatori di avere sentito, mercoledì scorso, una violenta discussione provenire dall’appartamento. Dopo quella lite, nessuno avrebbe più visto il quarantunenne. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Ilaria Perinu della Procura di Milano, è affidata ai carabinieri della Compagnia di Corsico e ai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere presenti nella zona, analizzando i tabulati telefonici della vittima e ricostruendo le sue ultime frequentazioni per individuare chi possa aver avuto un movente e ricostruire le ultime ore di vita di Alessio Borelli.
Per ora. a dodici ore dal ritrovamento del cadavere, il giallo resta fitto. Dietro la porta chiusa di quell’appartamento di via Parini si nasconde una storia ancora tutta da ricostruire.
testo delle 20,30 dell’11 luglio
È un giallo dai contorni inquietanti quello scoperto nella serata di oggi sabato 11 luglio, a Corsico, dove un uomo di 41 anni è stato trovato senza vita nel suo appartamento. La vittima è Alessio Borelli, italiano, con precedenti di polizia legati agli stupefacenti. Sul suo corpo sono state riscontrate diverse ferite da arma da taglio all’addome, elementi che hanno spinto gli investigatori a seguire fin da subito la pista dell’omicidio. L’allarme è scattato quando alcuni residenti dello stabile di via Parini 11 hanno segnalato un odore nauseabondo proveniente da un appartamento all’ottavo piano. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che, trovando la porta chiusa dall’esterno, sono entrati passando da una finestra.
All’interno dell’abitazione si sono trovati di fronte a una scena drammatica. Il corpo del 41enne era già in avanzato stato di decomposizione, circostanza che lascia ipotizzare che il decesso risalga a diversi giorni prima del ritrovamento. Sarà l’autopsia a stabilire con maggiore precisione l’ora e la causa della morte. L’appartamento si presentava completamente a soqquadro. Un particolare che potrebbe indicare una colluttazione, la ricerca di denaro o droga, oppure un tentativo di depistare le indagini. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa dagli investigatori.
Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Corsico, i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche, il medico legale e il pubblico ministero di turno della Procura di Milano, Ilaria Perinu, che coordina l’inchiesta. L’abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Borelli, analizzando contatti, frequentazioni e movimenti. Il passato della vittima, che aveva precedenti in materia di stupefacenti, rappresenta uno degli elementi al vaglio, ma al momento non viene esclusa alcuna pista.
Le prossime ore saranno decisive. L’esame autoptico e gli accertamenti della Scientifica potrebbero fornire elementi utili per stabilire quando il 41enne è stato ucciso, con quale arma e se nell’appartamento siano presenti tracce riconducibili all’autore dell’aggressione. Per ora resta una sola certezza: Alessio Borelli è stato trovato morto nella sua casa e gli inquirenti indagano per omicidio. E’ caccia all’uomo.













