Area B e blocco dei diesel euro 4 ed Euro 5 ai confini di Milano. Una realtà che tocca da vicino migliaia di automobilisti decisamente contrari al provvedimento. Non sono gli unici. Questa mattina esponenti dei Verdi di Pieve e del sud Milano e militanti del Partito Democratico di Rozzano, tra cui l’ex deputato verde e militante del Pd rozzanese, Stefano Apuzzo e Cristina Ganini, hanno presidiato il casello elettronico di Area B, alle porte tra Rozzano e Milano.
Hanno affisso dei manifesti raffiguranti il sindaco di Milano, Beppe Sala, che espone un cartello di divieto di accesso con la scritta “Stop ai poveri!”. “La contestazione di stamane – hanno spiegato in un comunicato stampa – non è contro il provvedimento, ritenuto corretto, bensì contro il momento di grave crisi economica, inidoneo ad un blocco così rigido”. È la stessa posizione di molti sindaci dei comuni dell’hinterland milanesi e di altrettanti politici che guidano altri enti locali.
I manifestanti hanno contestato anche il metodo di adozione di scelte che coinvolgono tutta l’area metropolitana, ma che vengono regolarmente assunte dal solo Sala (che è contestualmente anche Sindaco metropolitano), e dai suoi stretti collaboratori. “Già la riforma scempio delle Province voluta da Del Rio – hanno specificato nella nota stampa – ha portato alla nascita di città metropolitane inutili e svuotate; chiediamo almeno che i provvedimenti che riguardano tutta l’area urbana siano discusse con i sindaci dell’hinterland”.
“Prima di bloccare, giustamente, i veicoli inquinanti, – è la richiesta – si renda il trasporto pubblico più concorrenziale e attrattivo, con sconti per fasce di popolazione (tipo le studentesse e gli studenti) e di reddito. Milano con il sindaco Sala e la Regione Lombardia, a trazione leghista, hanno fatto l’opposto in questi mesi. Basterebbe copiare da Berlino e da alcuni grandi centri spagnoli”.













