HomePoliticaTrezzano, bufera su un “post”: fascismo e antifascismo, accuse e social, la...

Trezzano, bufera su un “post”: fascismo e antifascismo, accuse e social, la politica si accende

Dopo le polemiche nazionali sul 25 Aprile, anche a Trezzano scoppia il caso: nel mirino un post condiviso dall’assessore alla Cultura

mattia-di-biscegli-vs-claudio-albini-consiglio-comunale-trezzano-sul-naviglio
Nella foto, a dx, l’assessore Mattia di Bisceglie, a sx, il capogruppo Pd, Claudio Albini

Dalle piazze alle bacheche social, il passo è breve. E così, mentre in tutta Italia non si è ancora spenta l’eco delle polemiche sul 25 Aprile, anche Trezzano sul Naviglio si ritrova a fare i conti con il suo piccolo, ma rumoroso, caso politico. A innescare la miccia è stata la condivisione di un post del parlamentare Marco Osnato da parte di un ingenuo assessore all’Istruzione, Mattia Di Bisceglie. Un contenuto che, non solo secondo il Partito Democratico locale, richiamerebbe simboli e linguaggi riconducibili alla tradizione neofascista, in particolare per l’uso della parola “Presente”, riferita agli omicidi di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, storicamente associata a rituali del ventennio.

post mattia di bisceglie
Ecco, qui in alto, il post di Marco Osnato, condiviso dall’assessore Mattia Di Bisceglie

La reazione del Pd non si è fatta attendere. In una nota, predisposta da Claudio Albini, gli esponenti locali parlano di «ferita al cuore» e accusano l’assessore di aver utilizzato, su quello che definiscono un profilo istituzionale, un termine «fortemente connotato ideologicamente. Il suo uso nelle commemorazioni dell’estrema destra assume una valenza ideologica precisa». Da qui la richiesta di un intervento del sindaco Giuseppe Morandi, giudicando l’episodio «intollerabile» alla luce dei valori antifascisti della Costituzione.

Ma la versione di Di Bisceglie è diametralmente opposta. L’assessore respinge le accuse, sostenendo di aver condiviso il contenuto su un profilo personale e non istituzionale. E rilancia, spostando il tema dal contenuto al principio: «Oggi il problema non è ricordare una vittima, ma come la si ricorda». Non solo. Nella replica, il tono si fa politico e polemico: «C’è chi decide cosa si può dire, cosa si può condividere, cosa si può perfino pensare». Un’accusa diretta a quella che definisce una deriva verso il “pensiero unico”, con tanto di stoccata finale al Pd, accusato di incoerenza per alcune posizioni interne.

Il risultato è un classico cortocircuito della politica contemporanea: da un lato l’antifascismo rivendicato come valore non negoziabile, dall’altro la denuncia di una presunta limitazione della libertà di espressione. In mezzo, un post che forse sarebbe stato meglio non condividere, visto il clima che si respira. Una parola e una polemica che, da locale, ricalca perfettamente i toni del dibattito nazionale. E così, mentre il Paese discute ancora di piazze e cortei, a Trezzano si combatte a colpi di screenshot. Con una certezza: il 25 Aprile, almeno politicamente, non è ancora finito.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

mcdonalds

PIÙ POPOLARI

rsavisconti INZOLI Officina Barcelo Viaggi Commercialista Livraghi
rsavisconti Commercialista Livraghi Barcelo Viaggi