
La vicenda Terna (la realizzazione di un mega centrale elettrica su un’area del Parco sud al confine con il quartiere Marchesina. Leggi qui) torna al centro del dibattito politico a Trezzano. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Giuseppe Morandi ha sottoscritto la delega con la quale ha affidato al capogruppo della lista “Insieme per Trezzano”, Giuseppe Russomanno, il compito di mettere in atto tutte possibili soluzioni per impedire che la centrale sia realizzata.
Da dove nasce il progetto Terna? Dalla richiesta di realizzare quattro nuovi data center — due a Cusago, uno a Buccinasco e uno ad Assago — una richiesta che ha innescato un effetto domino che potrebbe incidere pesantemente sul territorio trezzanese: per garantire le centinaia di megawatt necessari al loro funzionamento, sarebbe prevista la costruzione di una nuova stazione elettrica di trasformazione 3da 80/220 kV. Un’infrastruttura imponente, funzionale a un modello di sviluppo energivoro che presto potrebbe presentare il conto ai residenti.
Contro questo progetto, c’è già stata una specie di sollevazione popolare (leggi qui). Ricevuta la delega, Russomanno ha messo a punto una tabella di marcia che prevede il coinvolgimento di tutte le forze politiche locali, le istituzioni regionali e quelle nazionali per capire se ci sono elementi che possano imporre a Terna il cambio di strategie. Il primo passo è una riunione dei capigruppo di tutti i partiti presenti in Consiglio comunale convocata per i prossimi giorni perché – ha sottolineato – voglio condividere il percorso. Il secondo passo sarà bussare alle porte dell’ufficio dell’assessore regionale ai parchi Gianluca Comazzi, del vicepresidente di Regione Lombardia, Marco Alparone, e del direttore generale di Arpa, l’ Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.
Con loro, dovrà verificare se ci sono le condizioni per arginare il problema. Nella delegazione potrebbero essere inserite figure rappresentative del territorio, sia di maggioranza, sia di minoranza. Insomma tutti coloro che vogliono dare una mano. È un esperimento per verificare cosa riescono a fare tutte le forze politiche messe assieme su questo fronte. Il terzo passo riguarda la richiesta di un incontro a Roma con i vertici del ministero dell’industria. Bloccare una struttura come quella che Terna vorrebbe costruire a Trezzano non sarà facile, ma una speranza c’è.
Durante un incontro avvenuto circa un anno fa, i tecnici di Terna avevano assicurato di avere già l’ok di Regione Lombardia per l’insediamento. Ad una verifica effettuata nei giorni scorsi dallo stesso Russomanno, non risulterebbe alcuna richiesta né tantomeno approvazione. Certo, trattandosi di un’opera ritenuta “strategica” l’iter è agevolato e viaggia su corsie preferenziali. Ma la questione è: perché Trezzano? Perché si trova a metà strada tra Cusago, Buccinasco e Assago? Se dovesse arrivare l’ok definitivo, la città (già invivibile a causa del traffico di attraversamento) per mesi sarà sconvolta da cantieri per la posa di cavi di collegamento verso nord e verso sud. Diventerebbe un calvario.
E allora? È il momento di “darsi una mossa”, il momento di mobilitarsi senza pensare al tornaconto politico. È il momento di capire quali margini esistono per bloccare il progetto con l’aiuto di tutti: destra, sinistra, centro e tutte le sfumature possibili e immaginabili.













