
In Italia ci sono ancora pochi casi di Omicron, ora è la variante Delta il nemico che abbiamo in casa ed è contro quest’ultima che dobbiamo combattere. Il professor Alberto Mantovani, direttore dell’Istituto Humanitas di Rozzano, ha invitato a vaccinare subito anche i bambini tra i 5 e gli 11 anni, senza attendere l’aggiornamento Pfizer per la variante Omicron. Mantovani ha risposto alle domande dei cittadini, assieme ad altri esperti, durante la diretta trasmessa su Facebook “Stop ai dubbi – Speciale bambini”, organizzata dalla Regione Lombardia sulla vaccinazione ai piccoli dai cinque anni compiuti.
“Non è consigliabile – ha sottolineato – attendere l’aggiornamento per la variante innanzitutto perché abbiamo un nemico in casa, si chiama Delta, e vogliamo proteggere i nostri bambini se possibile da domani da questa variante. Il secondo motivo è che abbiamo una preoccupazione per le varianti. Non dimentichiamoci la nostra storia. Ci siamo confrontati con la variante Beta, anche se non è arrivata qui, la Gamma, la Delta e adesso siamo preoccupati per Omicron”.
“Ma nel passato – ha proseguito – avevamo le stesse preoccupazioni: che il virus corre di più e che sfugge alle difese immunitarie. Poi abbiamo trovato sul campo che il vaccino dà protezione. Quindi ci sono motivi per pensare che il ciclo di vaccinazione darà un certo grado di protezione, anche nei confronti delle varianti”.
“Più in generale – ha affermato Mantovani – come immunologo penso che fare la vaccinazione adesso sia un buon allenamento per il sistema immunitario nostro e dei bambini ad un eventuale dose di richiamo mirata a eventuali varianti se ce ne sarà bisogno. Vedremo se ce ne sarà bisogno. Non spaventiamoci all’idea di fare un richiamo di terza dose, o anche di quarta dose: ricordiamoci che il vaccino antinfluenzale lo facciamo tutti gli anni, il ciclo vaccinale prevede richiami ripetuti. Non è qualcosa deve allarmare”.
“Non abbiamo mai avuto problemi a lungo termine con nessun vaccino. In secondo luogo non c’è nessun motivo per essere preoccupati per la fertilità e abbiamo i dati che lo dimostrano, né con le modificazioni genetiche: così come non ci preoccupiamo quando abbiamo un raffreddore, un mal di gola, quando i bimbi hanno un po’ di diarrea, sono infezioni virali in cui le loro cellule sono strapiene di Rna messaggero virale: non ci sono modificazioni genetiche”.
“La preoccupazione, più che legittima, – ha concluso Mantovani – è la miocardite che però non è stata osservata finora in questa fascia di età con un ciclo vaccinale completo di più due milioni di bambini negli Usa. La miocardite si può presentare in forma gravissima nei malati Covid e colpisce prevalentemente i maschi e i più giovani. Quindi non aspettiamo ad allacciare la cintura di sicurezza”.
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