
Dopo la condanna sono arrivate le motivazioni di una sentenza così pesante. L’ex comandante della polizia locale di Trezzano sul Naviglio, secondo i giudici “Ha messo in atto una serie di condotte illecite sorrette soltanto da puro spirito vendicativo, diretta espressione della sua consistente caratura criminale”. Parole che sono quasi un epitaffio per Salvatore Furci, accusato e condannato a 8 anni di carcere per aver fatto mettere cocaina nell’auto di Lia Vismara sua superiore quando era in servizio a Corbetta.
Cinque dosi di cocaina
Le motivazioni sono state rese pubbliche oggi. I fatti sono noti. Furci, secondo le indagini della Squadra mobile coordinate dal pubblico ministero di Milano Gianluca Prisco, era accusato di aver fatto piazzare, nel gennaio 2020, da un complice (condannato in abbreviato a 3 anni e 4 mesi) cinque dosi di cocaina nell’auto di Lia Vismara, comandante della Polizia locale di Corbetta. Dopo che lo steso complice di Furci, arrestato con lui, aveva fatto una segnalazione confidenziale ai carabinieri, la comandante della Locale di Corbetta era stato denunciata a piede libero.
Bocciato senza appello
Il comando di polizia locale di Corbetta era già oggetto di numerosi esposti. In quell’ambiente, Salvatore Furci, risultato vincitore nel 2018 del concorso per ricoprire la posizione di ufficiale. Carica mai ricoperta per l’opposizione della Vismara che lo aveva bocciato dopo un periodo di prova. La Procura aveva chiesto una condanna a 7 anni e 4 mesi, mentre il giudice Elisabetta Canevini ha portato la pena per il 44enne, difeso dai legali Gabriele Minniti e Paola Bonelli, a 8 anni anche con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
100mila euro di risarciomento
Nelle motivazioni, il giudice ha anche riconosciuto una provvisionale di risarcimento da 100mila euro a favore di Lia Vismara, vittima anche di una campagna di stampa e di divulgazione di notizie false orchestrata dallo stesso Furci. Un paragrafo della sentenza riguarda anche “i rapporti costanti ed amichevoli intrattenuti con il latitante Salvatore Li Volti.
Indagine per favoreggiamento
In quest’ambito, gli atti presenti nel fascicolo sono stati trasmessi al pm affinché indaghi su Furci per l’ipotesi di “favoreggiamento personale” del latitante. Alla Procura sono stati trasmessi gli atti per indagare anche su un personaggio, sembra residente a Trezzano, che avrebbe “diffuso notizie attinenti ad indagini in corso coperte da segreto, in particolare informando Furci dell’avvio di intercettazione telefonica”.













