Un finto controllo del gas, poi la comparsa di un falso carabiniere in divisa. È così che una residente del quartiere Tessera si è vista portare via denaro e gioielli, vittima di una truffa studiata nei minimi dettagli. Un episodio che non è isolato e che ha spinto l’amministrazione comunale di Cesano Boscone ad avviare un progetto strutturato di prevenzione e sensibilizzazione contro un fenomeno in forte crescita. Il percorso prenderà il via martedì 20 gennaio alle 16.30, con un primo incontro pubblico al Centro anziani “Spighe D’Oro” di via don Sturzo 8. L’iniziativa è rivolta a persone di ogni età e nasce da un processo di ascolto e partecipazione della comunità cesanese, che ha coinvolto Comitati di quartiere e associazioni del territorio.
«Abbiamo deciso di avviare un progetto di sensibilizzazione rivolto a tutta la popolazione – spiega il sindaco Marco Pozza – attraverso incontri pubblici, una campagna social, articoli sul periodico comunale e percorsi formativi anche in collaborazione con le scuole». All’incontro di martedì saranno presenti, oltre al sindaco, l’assessora alle Politiche per la sicurezza del territorio Maria Pulice, insieme ad Alessandro Palumbo e all’avvocato Sabrina Contino di Confconsumatori. Interverranno inoltre i comandanti Antonio Plaitano della stazione dei carabinieri e Armando Clemente della polizia locale, che forniranno indicazioni pratiche su come riconoscere e prevenire i raggiri più comuni.
«Auspichiamo una forte partecipazione delle persone anziane – sottolinea l’assessora Pulice – ma chiederemo loro di raccontare ciò che ascolteranno anche a figli e nipoti. Le truffe colpiscono duramente sul piano emotivo e non riguardano solo gli anziani: possono coinvolgere chiunque. La prevenzione è oggi lo strumento più efficace, perché le norme attuali non rappresentano un deterrente sufficiente». I numeri confermano la gravità del problema: secondo i dati del ministero dell’Interno ed Eurispes, le denunce da parte di over 65 hanno superato quota 40 mila a livello nazionale. A questi si aggiunge il cosiddetto “sommerso della vergogna”: circa il 35% delle vittime non denuncia per imbarazzo o paura del giudizio.
Un allarme emerso con forza anche nei momenti di confronto promossi dal Comune nel corso del 2025. «Durante gli incontri con i Comitati di quartiere e le associazioni – spiega l’assessore alla Partecipazione e cittadinanza attiva Fulvio Paladini – il tema delle truffe è ricorso spesso. Si tratta di raggiri sempre più sofisticati, che colpiscono le persone fragili ma anche chi pensa di essere preparato e immune».Il progetto comunale punta ora a costruire una rete per contrastare un fenomeno subdolo che mina la sicurezza e la fiducia delle persone, partendo dall’informazione e dal coinvolgimento diretto della comunità.













