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Trezzano non dimentica il duplice omicidio del 1993: il ricordo di Carlo Salerno e Aurelio Boeri

Il 29 maggio ricorre l’anniversario della tragedia che sconvolse la città. Un rapinatore uccise il gioielliere e il capo drappello della polizia locale intervenuto per fermarlo

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Nella foto, un agente della polizia locale e , nel riquadro, l’immagine di Carlo Salerno, ucciso da un rapinatore assieme ad Aurelio Boeri a Trezzano

A Trezzano sul Naviglio ci sono ferite che il tempo non è mai riuscito a cancellare. Una di queste porta la data del 29 maggio 1993, la mattina in cui la città venne travolta da un duplice omicidio che ancora oggi resta scolpito nella memoria collettiva. Anche quest’anno la ricorrenza sarà ricordata con la deposizione di una corona davanti alla targa collocata all’interno del comando della polizia locale di via Gioia, intitolato a Carlo Salerno, ucciso insieme al gioielliere Aurelio Boeri da un rapinatore tossicodipendente già noto alle forze dell’ordine.

Quella di 33 anni fa fu una mattina maledetta. Trezzano si svegliò improvvisamente nel terrore mentre le prime notizie, inizialmente frammentarie, iniziavano a raccontare una tragedia destinata a segnare profondamente l’intera comunità. La rapina avvenne nella storica gioielleria Boeri, all’angolo tra piazza Risorgimento e via Indipendenza. Il titolare aveva appena aperto il negozio quando il bandito fece irruzione armato. Aurelio Boeri tentò di reagire, ma il rapinatore gli sparò a bruciapelo.

Pochi istanti dopo entrò in scena Carlo Salerno. Il capo drappello della polizia locale si stava dirigendo verso il comando quando venne fermato da alcuni ragazzini terrorizzati che gli raccontarono della rapina in corso. Salerno intervenne immediatamente, cercando di bloccare il malvivente mentre usciva dalla gioielleria dopo aver arraffato alcuni preziosi. Fu allora che il killer aprì nuovamente il fuoco. Tre colpi sparati a distanza ravvicinata. I proiettili colpirono l’agente al cuore e al volto, uccidendolo sul colpo.

Il duplice assassino riuscì inizialmente a fuggire, facendo perdere le proprie tracce per alcuni giorni. Quando venne rintracciato, gli investigatori scoprirono che si trattava di un uomo già conosciuto dalle forze dell’ordine e accusato anche di un altro omicidio. La tragedia sconvolse l’intera città. Non solo per la brutalità dell’accaduto, ma perché in pochi minuti due famiglie erano state distrutte e una comunità intera aveva perso il senso di sicurezza quotidiana.

Negli anni successivi, Trezzano ha scelto di mantenere vivo il ricordo dedicando a Carlo Salerno una via cittadina e la sede della polizia locale. Un modo per trasformare il dolore in memoria collettiva e ricordare il sacrificio di un uomo che quella mattina intervenne senza esitazioni nel tentativo di proteggere gli altri. E lo fece pagando con la sua vita

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